La vera storia dei preti anticamorra ne ‘La buona novella’

di | 27 febbraio 2014 | cultura | 0 commenti

Ilaria UrbaniTredici capitoli, tredici testimonianze di sacerdoti che dedicano interamente la propria esistenza agli ultimi. Una Chiesa in prima linea, vicina alle persone e lontana dagli intrighi di palazzo. Ecco, insintesi, il contenuto del volume “La buona novella” di Ilaria Urbani (nella foto), edito da Guida e con la prefazione di Roberto Saviano. Il libro sarà presentato domani alle ore 18 al Marotta&Cafiero store, nel foyer del Teatro Bellini di Napoli. Dialogheranno con l’autrice: Rosario Esposito La Rossa, scrittore ed editore,Valentina Castellano, e l’editore Diego Guida. L’attrice Tonia Garante interpreterà alcuni brani dell’opera.

I protagonisti della buona novella sono il cappellano del carcere di Poggioreale don Franco Esposito; don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia; padre Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno; padre Carlo De Angelis, una vita al fianco dei tossicodipendenti; padre Fabrizio Valletti, gesuita a Scampia; don Gaetano Romano, che opera nella periferia orientale sin dal caos post terremoto; don Antonio Loffredo, che ha scommesso sull’impresa solidale per salvare il rione Sanità da abbandono e camorra; don Félix Ngolo, che fa del calcio un momento di integrazione nell’hinterland flegreo; don Vittorio Siciliani, memoria storica di Scampia fin dagli anni in cui furono costruite le Vele; don Tonino Palmese, con la sua opera di diffusione della legalità e il sostegno ai parenti delle vittime di camorra; don Mario Ziello, voce battagliera dai Quartieri Spagnoli; padre Domenico Pizzuti ed il suo impegno per la convivenza con i rom; padre Alex Zanotelli, dall’Africa a Napoli per la rivoluzione dal basso.

Il volume è dedicato alla memoria di don Peppe Diana, il prete anticamorra, autore del manifesto “Per amore del mio popolo non tacerò” barbaramente ucciso dai sicari della camorra in odio alla sua testimonianza di Fede viva ed autentica. Il vero volto di una Chiesa come, come auspica Papa Francesco, reca con sé l’odore delle proprie pecore e non abbandona il territorio.

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