La Ue ci tira le orecchie su migranti, sanità, ambiente, scuola e ferrovie

di | 20 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

UePer la Ue l’Italia è come una scolaretta indisciplinata che ha bisogno della classica tirata di orecchie o di qualche sculacciata per rispettare il diritto comunitario. Possibile? Sembra proprio di sì. La Commissione europea ha avviato undici procedure d’infrazione contro l’Italia. Al nostro Paese sono stati notificate tre contestazioni in campo ambientale, due nel settore del lavoro e una ciascuno nei settori di concorrenza, sanità, affari interni, giustizia, fisco e trasporti. Per dieci casi su undici l’esecutivo comunitario ha inviato un parere motivato, il secondo stadio della procedura d’infrazione, quello che precede un eventuale deferimento alla Corte di giustizia europea. Per un caso è scattato il deferimento alla Corte di giustizia. Siamo accusati di non aver rispettato la sentenza della stessa Corte che imponeva il recupero degli aiuti di stato concessi sotto forma di sgravi fiscali alle imprese di Chioggia e Venezia dal 1995 al 1997. Spicca, tra le undici contestazioni, quella relativa alla mancata trasposizione della direttiva sul contrasto del traffico di esseri umani, questione su cui il nostro Paese sta chiedendo un intervento comunitario per quanto riguarda il controllo del mar Mediterraneo.

La direttiva comunitaria prevede azioni in aree diverse (codice penale, sostegno alle vittime, sanzioni e condanne per gestori dei traffici, prevenzione e monitoraggio) per il contrasto del fenomeno. Una lettera di messa in mora era stata inviata il 29 maggio scorso, ”ma dopo sei mesi il paese non ha ancora notificato” le misure nazionali per l’attuazione della direttiva.

Sul fronte ambientale l’Italia non ha notificato a Bruxelles le leggi nazionali di recepimento delle direttive sullo stoccaggio del mercurio metallico e sulle limitazioni dell’uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche (direttiva Rohs). Sul fronte sanitario l’Italia non ha applicato completamente la direttiva contro la falsificazione dei medicinali e non ancora trasposto nell’ordinamento nazionale la direttiva sulla prevenzione di incidenti nel settore ospedaliero. Ancora, si invita l’Italia a istituire un’agenzia per il trasporto ferroviario dato che il nostro paese non ha ancora provveduto a creare un corpo ufficiale per l’applicazione dei diritti dei passeggeri. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si invita l’Italia a rivedere le condizioni di impiego del personale della scuola pubblica con contratti a tempo determinato, che la Commissione ritiene ”contrarie alla direttiva sul lavoro a termine.

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