La società di oggi? Troppo impersonale e poco impegnata

di | 7 agosto 2013 | società | Commenti disabilitati su La società di oggi? Troppo impersonale e poco impegnata

di Ciro Balzano

semaforoL’individuo oggi è meno impegnato di prima, sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico. Si preferisce essere spettatori piuttosto che protagonisti. I dati del Censis ci illustrano una situazione alquanto disarmante.  Secondo stime attendibili, non più del 20 per cento della popolazione italiana, è capace di orientarsi e risolvere, col suffragio dell’uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse e le problematiche legate alla vita quotidiana.
Se nel lontano passato, i soggetti facevano ricorso ai libri come strumenti per sviluppare un senso critico adeguato, oggi si preferisce inoltrarsi nel videoludico (il mondo dei videogiochi), come surrogato della realtà, evitando quindi le problematiche ad essa connesse.
I dati difatti ci dicono che il 31 per cento dei genitori italiani, gioca con i videogiochi regolarmente anche per più di due ore al giorno, evidenziando quindi come la società attuale sia sempre più impersonale, dal momento che i minori si adultizzano e gli adulti invece regrediscono, creando quindi un conflitto di ruoli irreversibile. Di rimando nella lettura si immergono sempre meno persone.
Secondo i dati Censis, sulla base delle statistiche Istat, appena il 46 per cento, su un campione di 100 soggetti, ha letto un solo libro nei 12 mesi precedenti all’intervista. Aggiungendo a tutti questi dati i problemi connessi alla riduzione degli spazi collettivi, dove poter evadere ogni tanto dallo stress dei tempi moderni, si offre un profilo della nostra società alquanto sconfortante.L’identità individuale invece se prima risultava essere un fattore di diversità tra i soggetti che compongono la società, oggi purtroppo risulta essere un suppellettile. Quello a cui non si può rinunciare è sicuramente l’aspetto esteriore, l’estetica. L’Italia è la terza nazione al mondo per numero di interventi di chirurgia estetica in rapporto alla popolazione e solo nel 2012 c’è stato un aumento considerevole di 24 punti percentuali proprio di questi interventi.
Oggi è la parola Omologazione ad imperare sotto ogni argomento.
Le interpretazioni della realtà mutano da soggetto a soggetto, assumendo alcune volte forme estreme. Alcuni individui infatti possono reagire con aggressività spesso covata in silenzio, generata di frequente dallo stress moderno, oppure da schemi mentali avvertiti come legittimi.
Non a caso, negli ultimi tempi, il diffuso disagio sociale ha determinato l’aumento indistinto degli episodi di cronaca nera. In relazione proprio all’aumento di questi episodi che le paure collettive si sono propagate a macchia d’olio in tutto il paese. Il tutto, collegato alla moltitudine di notizie spesso troppo amplificate dai media, ha generato la sensazione di vivere in un mondo poco sicuro. Questo ha provocato anche ripercussioni sulle aspirazioni future degli individui. Non è un caso che le azioni umane dipendano anche dalle paure. Ogni scelta non è solo il frutto di analisi profonde, di sensazioni, di valutazioni o di volontà intrinseche ma è soprattutto il risultato del precario equilibrio tra paure e certezze ed ad oggi le certezze diminuiscono e le paure aumentano.

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