La Siae batte cassa: dal primo gennaio nuova tassa su smartphone, tablet e pc

di | 16 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

smartphoneNel futuro degli italiani ci sono soltanto nuove tasse, a quanto pare. Infatti a partire dal primo gennaio 2014 qualsiasi dispositivo tecnologico munito di una memoria interna potrebbe subire un rincaro del prezzo per soddisfare le richieste avanzate dalla Società italiana autori ed editori (Siae) al governo italiano. La Siae ha infatti chiesto che nella legge di Stabilità venga inserito un emendamento che preveda la revisione del sistema di calcolo del cosiddetto equo compenso, una tassa imposta a produttori e importatori di dispositivi elettronici che ha come finalità quella di risarcire “preventivamente” autori ed editori per gli “eventuali” download di musica, film ed altri contenuti multimediali protetti da copyright.
L’emendamento porterà l’Italia ad uniformarsi con gli altri Paesi europei e, stando a quanto spiegato da uno dei firmatari, Francesco Ribaudo (Pd), permetterà di raccogliere delle somme importanti che potranno esser utilizzate per sostenere “nuovi talenti nei campi della musica, del cinema, del teatro e della letteratura”. Grazie ai rincari, che riguarderanno anche smartphone, tablet, computer e Smart Tv, la Siae potrebbe incassare dai 130 ai 200 milioni di euro.
Dal canto suo, l’Associazione nazionale industrie informatica (Anitec) non ci sta e chiede al governo di respingere la richiesta della Siae. “Dobbiamo subito ribadire che nuovi aggiuntivi balzelli non farebbero che penalizzare ulteriormente l’innovazione tecnologica – sostiene Cristiano Radaelli, presidente di Anitec – . Questa richiesta si trasformerebbe, di fatto, in un costo aggiuntivo che graverebbe sui consumatori e sulle famiglie, generando il concreto rischio di allargare il digital divide italiano”. “Sono soldi sottratti all’industria dell’elettronica – ha spiegato un altro esperto del settore – e quindi alle tasche dei consumatori. Significa che un iPhone 16 Gbyte costerà circa 4 euro in più, poiché la componente dell’equo compenso passerà, con questo aumento, dagli attuali 90 centesimi a 5,20 euro. Per i tablet si passa dai 3,20 ai 5,20 euro, per i computer da 3,20 a 6 euro”.

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