Ecco le misure del governo per rilanciare la cultura

di | 2 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su Ecco le misure del governo per rilanciare la cultura

scaviDopo la sentenza definitiva di condanna a carico di Silvio Berlusconi è difficile prevedere quanto e se durerà il governo delle larghe intese. Ad ogni modo, se questa esperienza dovesse terminare a breve, il presidente del Consiglio, Enrico Letta potrà, comunque, fregiarsi di aver fatto licenziare al proprio esecutivo un decreto con le disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali.

E poiché di questi tempi vanno molto di moda gli slogan il provvedimento è stato battezzato ”Valore cultura”. Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa prevede.

Per quanto riguarda Pompei la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia sarà separata dal polo museale di Napoli e Caserta. Sarà istituita la figura di un direttore generale del “Progetto Pompei” che avrà il compito di definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese. Il direttore sarà l’amministratore unico del nuovo organismo.

Novità anche sul versante dei musei. Gli introiti della vendita dei biglietti e i proventi del merchandising relativi ai siti culturali, che con la finanziaria del 2008 erano stati ridotti fino all’attuale 10-15% , saranno riassegnati interamente al Ministero. Alcuni spazi statali e demaniali saranno affidati alla gestione di artisti under 35, sulla base di bandi pubblici a rotazione semestrale.

Per il completamento del progetto Nuovi Uffizi saranno stanziati 8 milioni di euro; per la realizzazione della sede del Museo della Shoah di Ferrara 4 milioni di euro; per una serie di siti che necessitano di interventi urgenti dei beni culturali saranno stanziati 2 milioni di euro.

Nuove opportunità di lavoro per i giovani. Saranno selezionati 500 laureati under 35 per accedere al programma straordinario di inventariazione e digitalizzazione del Mibac, tramite un tirocinio di 12 mesi.

Per il tax credit per il cinema, come auspicato dagli operatori del settore, sarà garantita la cifra di 90 milioni di euro. Anche la musica si muoverà nella stessa direzione. Sara’ introdotto un tax credit pari a 5 milioni di euro, ispirato a quello sul cinema.

Gli enti culturali vigilati dal Ministero e i teatri stabili pubblici non dovranno più effettuare i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournèe come previsto dalla spending review.

Le fondazioni potranno accedere a un fondo di 75 milioni di euro, che sarà gestito da un commissario straordinario. – Dovranno: presentare entro 90 giorni un piano industriale di risanamento, ridurre fino al 50% del personale tecnico amministrativo, interrompere i contratti integrativi. Per quanto riguarda la governance si stabilirà l’obbligo del pareggio di bilancio e l’applicazione delle norme del codice dei contratti pubblici. Verrà introdotto l’obbligo di cooperazione tra le fondazioni.

Le pubblicazioni che documentino ricerche finanziate almeno per metà da fondi pubblici, saranno accessibili gratuitamente e telematicamente da chiunque. I fondi non saranno piu’ assegnati a pioggia, ma distribuiti in relazione alle attività svolte e rendicontate. Infine le donazioni fino a 5mila euro in favore della cultura potranno essere effettuate in maniera semplificata.

Insomma qualche segno di attenzione alla cultura è arrivato. Ma il clima politico incandescente potrebbe vanificare tutto.

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