La moda del gluten-free, ma solo in pochi sono celiaci

di Alessandro Bovicelli°

È sempre più diffusa e più costosa. Si tratta dei problemi di intolleranza al glutine immotivati nella maggioranza dei casi. Lo sostiene un nuovo studio pubblicato su una prestigiosa rivista australiana.

Secondo i ricercatori il glutine farebbe scattare problemi di salute solo in 1/6 degli adulti che accusano intolleranza alla proteina.

Da medico avevo sempre sospettato che ci fosse qualcosa di infondato ed infatti a testimonianza della tesi dei ricercatori c’è un mercato americano del gluten-free che vale più di 6 miliardi di dollari.

Lo studio si è rivolto a pazienti che incolpano il glutine del loro gonfiore di stomaco, della nausea, del mal di testa, del dolore alle giunture e lo legano erroneamente a una serie di altri sintomi. Risulta che solo una piccola percentuale è veramente suscettibile al glutine e al frumento.

La celiachia del resto è una condizione autoimmune in cui il glutine induce il sistema immunitario ad attaccare l’intestino e altri organi ma per ogni persona realmente malata altre sette non lo sono e una dieta gluten-free costa 17 volte una dieta normale ed espone le persone a carenza di vitamine e di oligoelementi.

Sei milioni di italiani non sono celiaci e consumano cibo per intolleranti esponendosi, tra l’altro, ad un maggior rischio di attacchi cardiaci e ictus, di ipertensione di sovrappeso e di alti livelli di colesterolo poichè le alternative senza glutine hanno un alto contenuto di carboidrati.
Le persone che lamentano maggiormente questi falsi problemi di salute sono donne relativamente giovani.

*medico, ricercatore in Ginecologia e Ostetricia nell’Università di Bologna

Purtroppo siamo alle solite: come nel caso della moda vegana, a fare i salutisti a tutti costi ci si rimette… in salute. Le mode alimentari sono una delle devianze sociologiche della nostra società, per altro alimentate dal business che ruota attorno a chi ha veramente problemi di intolleranze. Dove c’è una tendenza c’è guadagno. Solo questo conta. In barba anche a salute e scienza.

Il direttore

 

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