La gioia di vivere la Fede secondo Nguyên Van Thuan

di | 7 dicembre 2013 | mondo cattolico | 0 commenti

di Gino Zaccari

servodiDio“La gioia di vivere la fede” più che il titolo di un libro potrebbe è un programma di vita, ed in effetti questo testo del cardinale vietnamita Francois-Xavier Nguyên Van Thuan, è un invito a tutti i cristiani a vivere la loro fede e la loro vocazione spirituale con le opere ma soprattutto con il sorriso e la serenità che ogni uomo salvato dalla croce di Cristo dovrebbe, anzi deve avere.

Il messaggio nella sua grande potenza, stride pesantemente con il presente che viviamo. Il vescovo Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (di cui il porporato è stato presidente, dopo aver sperimentato sulla propria pelle la carcerazione e ogni genere di privazione ad opera di un regime totalitario) nella presentazione del volume afferma che “nel presente clima culturale, che tende ad emarginare Dio dalla vita dell’uomo, non è facile trasmettere un tale messaggio. Dio è spesso considerato un antagonista della libertà, dell’autonomia morale, delle persone”.

Dal volume emerge un invito a vivere nella gioia data dalla consapevolezza dell’essere figli di Dio, cioè destinati a qualcosa di superiore che non la sola povera e spesso dolorosa vita di tutti i giorni, ma anche che è in questo tempo che viviamo, di cui ogni secondo è prezioso e irripetibile, che i nostri talenti di uomini e figli di Dio devono essere messi a frutto, a beneficio dei fratelli e a lode di colui che ce li ha dati.

Nel suo affascinante testo il Servo di Dio non manca di dare consigli pratici su come incamminarsi decisi su questa via della gioia e della fede. Elenca le dieci grandi malattie che ci impediscono di seguire questa via: “la malattia del passato, del pessimismo negativo, dell’autoglorificazione, dell’individualismo, della pigrizia, della mentalità mondana; ma ci indica anche le nuove beatitudini, vere istruzioni programmatiche che sollevano l’anima e il corpo verso una vita non solo più santa ma più appagante e realizzata, ecco allora che leggiamo che è “beato chi sa sorridere di sé, perché non gli mancheranno mai occasioni per essere allegro; o Beato chi è attento alle cose semplici e calmo davanti a quelle importanti, perché la sua vita andrà lontano”.

Insomma, questa raccolta di conversazioni è un percorso per ritrovare o rafforzare le motivazioni profonde per cui un cristiano si può definire tale, è un “libretto delle istruzioni” in grado anche di ridare serenità e forza a chi si trova in un momento difficile del proprio cammino. Lo consigliamo a tutti, credenti e non, e concludiamo con queste bellissime parole dell’autore: “Nella vita, non sempre si è fortunati, ma essa merita di essere vissuta quando c’è ancora l’onore”.

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