La famiglia baluardo della società e della difesa dei disabili

di | 14 ottobre 2013 | tribuna aperta | Commenti disabilitati su La famiglia baluardo della società e della difesa dei disabili

di Franco Previte *

famigliaIl 26 e 27 Ottobre si celebra a Roma in Piazza San Pietro la “Giornata della Famiglia” con pellegrinaggio alla tomba di San Pietro, nel quadro delle iniziative proposte per l’Anno della Fede, “ Giornata” che sarà conclusa con la S. Messa del Papa e la benedizione delle famiglie di tutto il mondo .

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia, nel presentare il programma della “Giornata” ha usato l’espressione “ la famiglia è bella, è la cosa più bella del mondo” intendendo portare in questa grande festa un vento di solidarietà, di umanità, di vitalità ed inoltre tutti i componenti della famiglia, in cui privilegia la tematica di questo grande evento : “Famiglia, vivi la gioia”.

L’art. 29 della Costituzione riconosce  la famiglia “come società naturale fondata sul matrimonio”, concependola, dunque, come una società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma si sono sviluppate attraverso un processo millenario .

Infatti i Costituenti hanno anticipato il costume, a quel tempo non prevalente, riconoscendo la parità giuridica e morale dei coniugi, mentre con la riforma del diritto di famiglia nel 1975 è stato attuato il principio costituzionale ed abolita la supremazia del marito e la nuova legge stabilisce ch “ i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare (art.144 Codice Civile ), introducendo con la legge 1° dicembre 1970 n.898 il divorzio.

Ma ritornando alla realtà, pur tra le crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, fallimenti, crisi, con tenitrice di stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile, debole od altre anomalie, la famiglia, ripeto, resiste ancora in questo contesto economico-culturale malgrado i segnali di intensa fragilità.

La Chiesa si è sempre opposta coraggiosamente a questa “strategia devastante”, i politici ( quelli che si declamano cattolici ! ) agiscono con una formula un po’ timidina, ma il popolo italiano, quello vero, vivificante incluso tutto il mondo cattolico-cristiano ignorando le sue ragioni che non dipendono dalla Fede, la considerano e la vivono con validità e per tutti.

Ma ritornando alla famiglia, quella fin oggi 2013 esistente, continua : 1.) a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, 2.) a farsi carico dei propri figli, 3.) ad aiutare i propri genitori anziani, 4.) a curare i propri membri disabili. E su questo ultimo “aspetto assistenziale” che ci vogliamo fermare per analizzare, in poco, questa “situazione”.

È fuori di dubbio, come abbiamo osservato, che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia fulcro indispensabile e centrale della vita della società. Ma uno dei problemi più scottanti e più difficili di maggior rilievo in questi ultimi tempi che affliggono le famiglie, anche quelle del mondo della disabilità, è l’incertezza del “dopo”, cioè del “dopo la morte” di colui/colei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole sicurezza o certezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare.

Il “Dopodinoi”, cioè gli interventi che si ritengono necessari per garantire l’assistenza ai soggetti privi di sostegno familiare e di autonomia, anche a causa di gravi handicap, è una “forma” che è stata presa in considerazione solo a parole, e non attuata ( però da noi preconizzata da lungo tempo).

Oggi il “Dopodinoi”, questa forma possibile di assistenza si è fatta sempre più urgente, necessaria, impellente anche in conseguenza dello sviluppo di quella erosione di valori della famiglia indicati dall’Istat, ipotizzando al “ricovero di massa” in quello di “poche unità” quali casa-famiglia, comunità alloggio od altro in grado di garantire parzialmente l’affetto familiare, ma con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità sappia dare quell’aiuto necessario per compensare il deficit di natura, appunto, familiare ed anche economica.

Qualcuno ha scritto che l’Italia ha bisogno di una “ecologia morale”. È vero, perché il quotidiano antagonismo politico e quel negare ogni valore etico coperto da una superficiale solidarietà, sono elementi che avvelenano l’atmosfera familiare e fanno perdere di vista le priorità che il Paese vuole ed abbisogna !

Comunque a conclusione dell’Anno della Fede ed a margine della “ Giornata della Famiglia “ che la Chiesa Cattolica celebra con enfasi, non possiamo dimenticare gli avvenimenti che succedono e che fanno parte di grande preoccupazione sulla confusione morale ed intellettuale che è posta nella società negli ultimi anni, ma dobbiamo riconoscere che essa ha sempre dato una necessaria, attenta e doverosa risposta cristiana ed un crescente spirito di servizio, in una unità d’intenti con le altre confessioni religiose, per il bene comune .

E con le sante parole del Beato Giovanni Paolo II : “Andiamo avanti con speranza !”.

*presidente dell’associazione “Cristiani per servire” e saggista

 

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