La Diocesi di Cassano piange don Lazzaro, il prete amico dei poveri

di | 3 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

prete ucciso“Ha dato la vita per quei poveri per i quali s’era sempre speso con tutte le sue energie. Di recente mi aveva confidato la volontà di accettare l’invito di una delle tante famiglie di extracomunitari che aveva aiutato, che lo avrebbero voluto con sé a Trieste, dove grazie a lui avevano ritrovato la speranza. Non ne ha avuto il tempo”. Tristezza e amarezza sono i sentimenti che ispirano le parole di monsignor Nunzio Galantino, vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio. Il Presule, segretario generale ad interim della Cei, è rientrato in mattinata da Roma, appena avuta notizia della morte di padre Lazzaro Longobardi, titolare della parrocchia di san Raffaele Arcangelo, a Sibari, rinvenuto stamani senza vita nei pressi della casa canonica annessa alla chiesa di san Giuseppe, dove dimorava.
Il sacerdote, originario di Gragnano, dove era nato nel 1945, dopo la licenza in teologia aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1971. Appartenente alla Congregazione del Santissimo Redentore, nel 1980 aveva conseguito la laurea in lingue e letteratura straniera e dal 1987 era parroco a Sibari, amato stimato e benvoluto dall’intera comunità parrocchiale, in favore della quale s’era impegnato nell’opera di promozione del Vangelo, al fianco dei giovani e, da sempre, degli ultimi e degli emarginati, in particolare delle migliaia di immigrati che affollano i campi della Piana in cerca di lavoro.
“Nei giorni scorsi – ricorda monsignor Galantino – mi aveva messo al corrente dei timori che in lui avevano ingenerate continue, pressanti richieste di aiuto in denaro. Gli avevo suggerito di parlarne anche con Carabinieri e col consiglio parrocchiale, e mi risulta lo abbia fatto, anche se formalmente non ha sporto querela perchè si diceva certo che col dialogo ogni difficoltà sarebbe stata superata». Aggiunge il Pastore della Chiesa cassanese: “Siamo sconvolti da questo episodio di tremenda, incredibile brutalità. Padre Lazzaro ha sempre dato tutto se stesso per il prossimo: mancherà a Sibari ed a tutta la diocesi ed a quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene”. Condoglianze e sentimenti di vicinanza, ma pure l’assicurazione che le forze dell’ordine faranno di tutto per assicurare alla giustizia i responsabili dell’omicidio di padre Longobardi sono stati espressi a monsignor Galantino, nel corso di una telefonata, dal ministro dell’interno, Angelino Alfano. Messaggi di cordoglio sono giunti anche dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italia, e da Sua Eccellenza il cardinale Gualtiero Bassetti. Nel pomeriggio di oggi, con inizio alle 18, una messa sarà celebrata nella parrocchia del sacerdote scomparso, in contrada Lattughelle. La cerimonia liturgica sarà presieduta dal vescovo.

“Svegliarsi con la notizia dell’assassinio di Padre Lazzaro Longombardi – si legge in una nota dell’Associazione “La Bussola” – ha reso la nostra giornata molto triste. Una comunità la nostra che a stento cerca di metabolizzare e di comprendere la morte di un bambino di soli 3 anni e che a distanza di qualche settimana si ritrova a porsi gli stessi interrogativi. La morte di Padre Lazzaro ci riempie il cuore di tristezza . Ci riporta con i piedi per terra a dimostrare tutta la nostra impotenza difronte a certi eventi. Ora saremo di nuovo nell’occhio del ciclone, verremo assaliti da troupe televisive e da giornalisti di ogni ordine e grado. Verremo dipinti come un popolo omertoso come un popolo che non riesce nemmeno a sdegnarsi. Crediamo che sia arrivato per tutti il momento di agire. Una comunità non può accettare passivamente tutto ciò. Non si può lasciare tutto nel dimenticatoio. C’è bisogno che ognuno faccia la sua parte”.
E ancora: “Leggendo qua e là sui vari social network siamo rimasti molto colpiti da questa frase “non siamo noi a voler andar via…siete voi che ci state mandando via! questa società non ci appartiene, ognuno fa ciò che gli pare, incurante dei danni che provoca alla popolazione! non siamo più terra dei fuochi…semplicemente siamo terra di nessuno!”.

“Noi tutti – conclude il comunicato – abbiamo un dovere verso i nostri figli, ed è quello di creare le condizioni per un futuro migliore, in questo momento facciamo appello ad ogni singolo cittadino, ad ogni singolo giovane, a tutte le forze sane di questa nostra Città, affinché non si creino divisioni di genere, affinché lo sdegno di noi tutti si trasformi in occasione di riscatto sociale e di azione sul territorio, affinchè si abbia la forza di reagire. Ognuno di noi deve mettersi a lavoro e deve farlo in fretta. Di riflessioni su questi temi ormai ne sono state fatte tante. Bisogna fare sintesi e produrre effetti positivi sul territorio. Rimbocchiamoci le maniche tutti insieme”.

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