La crisi piega in due le famiglie italiane

di | 16 ottobre 2013 | economia | Commenti disabilitati su La crisi piega in due le famiglie italiane

CARRELLI DI SUPERMERCATO AUCHAN FOTO DI © FLAVIA FASANO/AG.SINTESILa crisi sta impoverendo progressivamente le famiglie italiane, che spesso non riescono a far quadrare i conti. Secondo l’Outlook Italia Confcommercio-Censis su clima di fiducia e aspettative delle famiglie nel secondo semestre 2013, il 19 per cento non riesce a far fronte alle spese e una su due prevede di tagliare i consumi. Tre famiglie su quattro non riescono ad affrontare spese impreviste.

Il dato è riferito a inizio ottobre e risulta nettamente peggiore rispetto a quanto fatto segnare a marzo (11,3 per cento contro, appunto, il 19), segno che gli effetti della crisi economica si acuiscono. Basti pensare che è quasi raddoppiato il numero di famiglie che per coprire le spese si sono rivolte alle banche per un prestito (11,5 per cento contro il sei di marzo scorso), mentre più di una su tre ha dovuto posticipare alcuni pagamenti. E il futuro non sembra promettere nulla di buono, almeno secondo le famiglie stesse. È in crescita, infatti, il senso di sfiducia e smarrimento: rispetto a un anno fa gli ottimisti sono scesi dal 37 al 30 per cento, mentre gli incerti sono raddoppiati, passando dal 16 al 33 per cento. Di fronte a tutto ciò, il primo intervento che il governo dovrebbe attuare, per il 55 per cento delle famiglie, è una politica per ridurre la disoccupazione, seguito nelle preferenze dalla riduzione delle tasse (per il 42,3 per cento).

I consumi sono fermi, insomma, e la capacità di spesa è peggiorata per gran parte delle famiglie. per di più, con poca fiducia nelle possibilità di miglioramento del quadro economico generale. Insomma, come emerge dall’Outlook, la ripresa è tutt’altro che vicina. Nello specifico, nell’anno in cui i consumi pro-capite tornano ai livelli del 2000, il 67 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere andato in pari, negli ultimi sei mesi, tra entrate e spese, ma il 19 per cento ha speso più delle entrate mensili; si tratta di 4,7 milioni di famiglie che hanno dovuto fare ricorso o ai risparmi o ad altri espedienti. Si diffonde infatti la tendenza a posticipare alcuni pagamenti (come bollette, rette scolastiche, spese condominiali); un comportamento che era diffuso nel 13 per cento degli intervistati a marzo 2012 e che ora raggiunge la quota del 30 per cento.
Sul fronte del mercato del lavoro, tra gli occupati, circa tre milioni (il 14,5 per cento) temono una riduzione dello stipendio e più di due milioni e mezzo (il 13,7 per cento) temono di perdere il lavoro nei prossimi mesi. Invece tra i disoccupati quasi la metà (il 48,5 per cento) è convinta che non riuscirà a trovare un lavoro. Non è un caso che la prima preoccupazione manifestata dagli intervistati sia proprio legata ai problemi dell’occupazione: quasi il 50 per cento teme che nei prossimi mesi la disoccupazione possa aumentare, ma non manca chi teme che la crisi economica possa aggravarsi (41 per cento), mentre per il 39 per cento degli italiani un grave motivo di preoccupazione è l’instabilità politica.

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