La crisi del lavoro colpisce di meno gli over 50

di | 20 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

lavoratori over50È sotto gli occhi di tutti che in un quadro di desolazione generale, i giovani – e non i giovanissimi – sono i più penalizzati nel mercato del lavoro. Tuttavia, la crisi ha colpito in misura minore gli adulti. Vediamo perché.
In Italia la grande emergenza del mercato del lavoro riguarda i “giovani adulti”, cioè le persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che hanno subito l’effetto della crisi ancora più dei giovani sotto i 25 anni. Lo sottolinea l’Ilo nel rapporto “Global employment trends 2014”, aggiungendo che negli anni della crisi – dal 2007 al 2012 – la parte della popolazione compresa tra i 55 e i 64 anni ha invece addirittura beneficiato di un aumento dei tassi di occupazione.
“I giovani adulti sono i primi ad affrontare la perdita del posto di lavoro in tempi di crisi a causa della minore anzianità e della protezione garantita ai lavoratori più anziani”, si legge nel rapporto, “allo stesso tempo, non possono spesso godere dei programmi specifici per l’occupazione giovanile o per la formazione, così da migliorare le loro chance di occupabilità, il che allunga in modo particolare i tempi del ritorno all’occupazione per questa fascia di età”.
“Chiaramente – si legge nel rapporto – questa concentrazione di perdite di posti di lavoro tra i lavoratori più giovani mina le speranze di una ripresa più rapida, a meno che le autorità non assumano iniziative decisive per espandere i loro sforzi anche per l’inclusione dei giovani adulti”.

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