La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per Punta Perotti

di | 28 giugno 2018 | attualità, Unione europea | 0 commenti

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con una sentenza non appellabile, ha stabilito che l’Italia non avrebbe dovuto confiscare per costruzione abusiva i terreni di Punta Perotti, a Bari, senza una una previa condanna dei responsabili. Nella sentenza, che riguarda anche i casi di  Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro, a Reggio Calabria, e Golfo Aranci, in provincia di Olbia, i giudici sostengono che le autorità italiane hanno violato il diritto al rispetto della proprietà privata.

Il complesso immobiliare di Punta Perotti, costruito nel 1995 dalla famiglia Matarrese assieme agli imprenditori Andidero Quistelli, fu demolito nel 2006 dopo che i magistrati ne avevano ordinato il sequestro preventivo perché, secondo le accuse, deturpava l’area naturale protetta della zona costiera.

Anche se i costruttori vennero assolti in primo grado e in appello, la Cassazione annullò la sentenza di appello, ripristinando la confisca della lottizzazione e dando il via libera alla demolizione. La Corte europea dei diritti dell’uomo nel maggio 2012 condannò lo Stato italiano a pagare 49 milioni di euro.

 

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