Ius soli, ministro Delrio: no alla disciplina di partito

di | 6 ottobre 2017 | attualità, politica | 0 commenti

“Il parlamentare risponde alla nazione, non alla disciplina di partito. Sui diritti civili non ci si astiene”. Lo afferma il ministro Graziano Delrio, parlando dello ius soli nel salotto di Porta a Porta.

“Non dobbiamo avere paura dei bambini. Bisogna aiutare l’integrazione. Questo voto è di coscienza individuale dei parlamentari. Non so se ci sarà la maggioranza o meno. Se non ce la facciamo, amen. Ma mi interessa fare un dibattito ragionato, tranquillo, ragionevole. Dimostriamo di essere un grande Paese”, prosegue Delrio.

Intanto cresce la mobilitazione sullo ius soli, il 13 ottobre, insegnanti, studenti, genitori scenderanno in piazza per chiedere l’approvazione della legge mentre oltre 70 parlamentari e artisti come Alessandro Bergonzoni, Andrea Segre, Ascanio Celestini hanno aderito allo sciopero della fame per chiederne l’ok. Ieri anche Delrio ha aderito allo sciopero e anche la presidente della Camera Laura Boldrini non lo esclude. “Io non ho pensato di fare lo sciopero della fame – ha detto a ‘Un giorno da pecora’ – ma ci penso. Non lo ho ancora deciso”.

La società civile, insegnanti, genitori e alunni torneranno a manifestare venerdì 13 ottobre, insieme al movimento #Italianisenzacittadinanza e ai promotori della campagna ‘L’Italia sono anch’io’, per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Piazza Montecitorio a Roma verrà trasformata nella Piazza della Cittadinanza, con laboratori creativi, flash mob, cori e palloncini tricolore. “I rappresentanti di Senato e Governo devono dimostrare senso di responsabilità verso i bambini e le bambine che in Italia crescono, votando immediatamente la riforma. Lo stesso premier Paolo Gentiloni ha recentemente definito quella sulla cittadinanza una riforma di civiltà, impegnandosi ad approvarla entro l’autunno” affermano i promotori di quello che è stato battezzato ‘Cittadinanza day’. E’ questo, dicono, il momento per votare una legge che sancisce il principio che “chi cresce in Italia è italiano”. All’iniziativa ha già aderito la rete degli “Insegnanti per la Cittadinanza”, che ha lanciato uno sciopero della fame cominciato il 3 ottobre e ha promosso iniziative nelle scuole in tutta Italia e in altre realtà del mondo della scuola.

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