Istat, italiani sempre più poveri

di | 29 ottobre 2013 | economia | 0 commenti

Italiani sempre più poveri. Nel Belpaese,Istat secondo L’Istat, è aumentato ancora il livello di povertà che è addirittura raddoppiato, portando il numero dei nullatenenti a 5 milioni. L’istituto di statistica rileva, infatti, che la recessione ha determinato “gravi conseguenze” sull’intensità del disagio economico. Dal 2007 al 2012 il numero di individui in povertà assoluta è raddoppiato da 2,4 a 4,8 milioni. Quasi la metà dei poveri assoluti (2 milioni 347 mila) risiede nel Mezzogiorno (erano 1 milione 828 mila nel 2011). Di questi oltre un milione (1,058) sono minori (erano 723 mila nel 2011) con un’incidenza salita in un anno dal 7 al 10,3 per cento”. Aumentano inoltre le famiglie che comprano meno che ora sono il 65 per cento.

Ma sembrerebbe esserci speranza, almeno secondo il presidente designato dell’Istat Antonio Golini che nel corso di un’audizione al Senato sulla Legge di Stabilità, ha detto che prevede timidi segnali di ripresa nel quarto trimestre dell’anno, dove il Pil dovrebbe segnare “una debole variazione positiva”. La fase recessiva iniziata nel secondo semestre del 2011 “avrebbe quindi termine”. L’andamento trimestrale del Pil sarà ancora negativo nel terzo trimestre del 2013. Poi il lieve rimbalzo. E quindi per effetto di tale dinamica, aggiunge Golini, “il Pil su base annua si prevede in contrazione dell’1,8% rispetto al livello del 2012”.

Golini evidenzia anche come, per il 2014, in presenza dell’aumento dell’aliquota Iva, “l’aumento dei prezzi acquisito a fine 2013 e trasferito al 2014 risulterebbe di 0,3 punti percentuali più elevato rispetto a una situazione di assenza di manovra”. L’aumento dell’Iva “determinerà nei mesi autunnali una accelerazione del ritmo di crescita annuo dei prezzi al consumo”.

Durante l’audizione in Senato sulla Legge di Stabilità l’Istat hya parlato anche del cuneo fiscale sostenendo che il taglio di esso porta solo benefici alle famiglie più ricche le quali possono beneficiare di più degli sconti perché hanno più occupati. “Dato il maggior numero di occupati per famiglia – spiega Golini – sono le famiglie dei due quinti più alti a trarre maggiori vantaggi monetari in valore assoluto”.

Tra gli altri rilievi, il numero uno dell’Istat ha parlato dei problemi legati al blocco dei contratti della Pa. Per i dipendenti pubblici, se confermato il congelamento per tutto l’anno prossimo, si profila una perdita del potere d’acquisto di quattro punti percentuali, che “sommata a quella registrata tra il 2010 e il 2012 porterebbe la riduzione delle retribuzioni pro capite in termini reali del pubblico impiego a oltre 10 punti percentuali rispetto al 2010”.

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