Istat, crolla il potere d’acquisto delle famiglie

di | 3 ottobre 2013 | economia | Commenti disabilitati su Istat, crolla il potere d’acquisto delle famiglie

potere acquistoGli italiani hanno sempre meno soldi. Il reddito disponibile delle famiglie è sceso in termini correnti del due per cento, mentre il potere d’acquisto è diminuito del 4,7 per cento, toccando così il calo peggiore dal 1990, anno d’inizio della serie storica Istat.

Lo comunica l’Istituto di statistica, diffondendo i dati aggiornati sul 2012 e spiegando come anche la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni. Quest’ultimo dato è la inevitabile conseguenza di un impoverimento progressivo causato dalla grave crisi economica che colpisce il nostro Paese ormai da quattro anni. 

Il 2012 è stato quindi un anno nero per i bilanci delle famiglie italiane, con record negativi sia per la capacità di spesa espressa in termini reali, ormai in diminuzione dal 2008, sia per l’inclinazione al risparmio, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, che calando all’8,4 per cento risulta più che dimezzata a confronto con quindici anni prima. È andata male anche la spesa per consumi finali, in flessione dell’1,5 per cento in termini nominali.

Immediata la reazione di allarme delle associazioni di difesa dei consumatori. Per il Codacons il dato sul potere d’acquisto delle famiglie è “drammatico”. È “come se una famiglia di tre persone avesse avuto una perdita equivalente a 1.642 euro (1.351 una famiglia di due componenti, 1.809 una di quattro), una stangata tanto invisibile quanto disastrosa”, spiega l’associazione. “Le famiglie, insomma, si stanno dissanguando molto di più di quanto il governo Letta abbia finora immesso con l’Imu, pari in media ad appena 225 euro, un importo che – sottolinea il Codacons – ora è stato praticamente tutto annullato consentendo l’aumento dell’Iva che, lo ricordiamo, incide, a regime, per 209 euro in una famiglia di tre persone. Un bilancio “positivo” per le famiglie pari, dunque, ad appena 16 euro”.

Per il Condacons è, dunque, prioritario che “nella Legge di stabilità si intervenga finalmente e seriamente sulle famiglie, per ridare capacità di spesa al ceto medio ormai diventato povero”.

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