Istat: cala la spesa in ricerca e sviluppo

di | 3 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

ricercaLa crisi colpisce duro, anche in settori che non dovrebbero essere penalizzati. Per il 2013 è attesa una diminuzione della spesa in ricerca e sviluppo del 2,1% nelle istituzioni pubbliche e dello 0,7% nelle imprese. È quanto stima l’Istat sottolineando che per l’anno non sono disponibili i dati di previsione per l’università. I dati di previsione, per il 2012, prosegue l’Istat, indicano un aumento contenuto della spesa per R&S a valori correnti (+0,1% rispetto al 2011), sintesi di incrementi nelle istituzioni pubbliche (+2,6%) e nell’università (+0,1%) e diminuzioni nelle istituzioni non profit (-6,3%) e nelle imprese (-0,1%). Per la spesa per R&S in termini reali è previsto un calo dell’1,5%. Gli stanziamenti delle amministrazioni centrali e delle regioni e province autonome (previsioni iniziali di spesa) sono pari a 8,8 miliardi, contro i 9,2 del 2011. Nel 2011, l’incidenza percentuale della spesa per ricerca e sviluppo sul Pil è passata dall’1,26% del 2010 all’1,25%. L’unico settore a mostrare una crescita della spesa e’ stato quello delle imprese (+2,3%).
Nel 2011, rileva l’Istat, la spesa per R&S intra-muros sostenuta da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università, rileva l’Istituto statistico, risulta pari a 19,8 miliardi di euro. Rispetto al 2010 la spesa aumenta in termini nominali (+0,9%) ma diminuisce in termini reali (-0,4%). L’unico settore a mostrare una crescita della spesa per R&S nel 2011 è quello delle imprese (+2,3%); nelle università la spesa registra una variazione nulla, mentre diminuisce nelle istituzioni private non profit (-6,8%) e nelle istituzioni pubbliche (-1,3%). Il peso della spesa privata su quella totale passa dal 57,5% al 58%, per l’aumento della spesa, spiega l’Istat, delle imprese private e il parallelo calo di quella registrata nelle istituzioni pubbliche. Rispetto al 2010, la spesa per R&S intra-muros nel 2011 cresce del 2,3% nel Nord-ovest e dell’1,9% nel Nord-est, risulta in flessione nel Centro (-1,4%) e registra una variazione nulla nel Mezzogiorno. Nel 2011 il personale impegnato in attività di ricerca, espresso in termini di unità equivalenti a tempo pieno, risulta pari a 228.094 unità, in aumento dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il personale R&S aumenta, rispetto al 2010, nelle istituzioni pubbliche (+4,3%), nelle università (+2%) e nelle imprese (+0,2%), mentre si riduce nelle istituzioni private non profit (-11,1%). Nel 2011 il numero dei ricercatori (espresso in termini di unità equivalenti a tempo pieno), rileva ancora l’Istat, è pari a 106.151 unità con un incremento del 2,6% sul 2010. L’aumento è più elevato nelle istituzioni pubbliche (+7,3%) e nelle imprese (+3,9%). In lieve aumento i ricercatori nelle università (+0,8%), mentre nelle istituzioni private non profit si registra un calo (-10,2%).

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