Istat: aumenta la produzione industriale. Cgil: Pil cresce meno di media Ue

di | 10 ottobre 2017 | attualità, economia | 0 commenti

L’Italia è ferma. La crisi economica c’è e si sente. E le variazioni positive sono davvero minime. Ad agosto, l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dell’1,2% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto la produzione è aumentata del 2,2% nei confronti dei tre mesi precedenti. Lo rende noto l’Istat.

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto l’indice è aumentato in termini tendenziali del 5,7% (i giorni lavorativi sono stati 22 come ad agosto 2016). Nella media dei primi otto mesi dell’anno la produzione è aumentata del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile registra variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell’energia (+4,6%), dei beni intermedi (+2,4%) e dei beni strumentali (+2,2%); segna invece una variazione negativa il comparto dei beni di consumo (-0,5%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano ad agosto 2017 una crescita significativa per l’energia (+8,4%) e i beni di consumo (+6,8%); in misura rilevante aumentano anche i beni intermedi (+5,4%) mentre una crescita più lieve segnano i beni strumentali (+3,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+22,2%), dell’attività estrattiva (+13,6%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+10,0%); diminuzioni si registrano invece nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-7,3%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,1%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (-1,3%).

Ad agosto la produzione italiana di autoveicoli diminuisce dell’8,9%, nei dati Istat, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nell’insieme dei primi otto mesi dell’anno, invece, il risultato  positivo con una crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2016.

In Italia il calo del Pil  è stato più forte della media Ue e la ripresa più lenta: nel 2016 si pone ancora sotto (-7%) il livello pre-crisi (2007). Così il rapporto della Fondazione Di Vittorio-Cgil: invece per Francia e Germania nel 2016 il valore del Pil supera, rispettivamente, del 5,2% e del 9,4% quello del 2007. Anche la Spagna, che pure ha sofferto, nel 2016 ha recuperato quasi completamente (-0,5% sul 2007). Le proiezioni indicano il Pil italiano nel 2018 ancora cinque punti sotto il valore 2007.

Il numero degli occupati nel 2016 risulta “ancora nettamente sotto il valore pre-crisi” e – sostiene il rapporto “Lavoro e capitale negli anni della crisi” della Fondazione di Vittorio della Cgil – “in ragione di questo andamento il peso degli occupati in Italia sul totale occupati nella zona Euro  è rimasto pressoché stabile (intorno al 16,2-16,3%) fino al 2012 per ridursi nel periodo 2013-2016 al 15,9% (limato ulteriormente al 15,8-15,7% nelle proiezioni al 2017 e 2018)”. 

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