Istat: allarme disoccupazione, quella giovanile è al 41,2 per cento

di | 29 novembre 2013 | Senza categoria | 0 commenti

giovani-disoccupatiLa disoccupazione è un’emergenza sociale, soprattutto quella che riguarda i giovani, che purtroppo mette un nuovo record: 41,2 per cento. L’Istat rfende noto che i disoccupati a ottobre salgono a 3,1 milioni. Nel terzo trimestre 2013 calano anche i precari. Il quadro è disperante, sono oltre 1,9 milioni gli scoraggiati, cioè coloro che non cercano un’occupazione perché ritengono di non trovarla.
Inoltre, l’istituto statistico mostra una serie di indicatori che non promettono inversioni di tendenza rispetto all’emorragia di posti di lavoro.Il numero dei disoccupati complessivo a ottobre è pari a 3 milioni 189mila, invariato rispetto al mese precedente ma in aumento del 9,9% su base annua. Per la fascia di età 18-29 anni il tasso di disoccupazione si attesta invece al 28% (+5,2 %), con un numero di disoccupati che giunge a un milione 68 mila (+17,2%, pari a 157mila unità) in crescita nel terzo trimestre dell’anno. Un dato che mette paura.
Anche il lavoro precario, definito dall’Istat come atipico, subisce un nuovo calo, il terzo consecutivo, perché il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori scende a 2 milioni 624 mila, in calo di 253 mila unità (-8,8% su anno). Anche qui nei mesi compresi tra luglio e settembre. Si tratta di una diminuzione ancora più forte rispetto a quella registrata per i dipendenti a tempo indeterminato (-1,3%) e segnala come le aziende stiano in parte rinunciando alla stabilizzazione di contratti a termine e non stiano realizzando nuove assunzioni. Risultato: la disoccupazione giovanile schizza ad ottobre al 41,2%, anche se la rilevazione chiama in causa la fascia di età 15-24 anni in cui la gran parte dei giovani è impegnata in un ciclo formativo (è un dato calcolato dall’Istat per omogeneità con le rilevazioni dell’Unione Europea, va preso con le pinze).
Però per il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, i dati non sono sorprendenti: «La stabilità di occupazione e disoccupazione è coerente con il quadro economico. I segnali di risveglio stanno accadendo ora», spiega. «La disoccupazione giovanile aumenta leggermente – aggiunge il titolare del Welfare – nonostante i 15mila posti di lavoro creati con gli interventi sull’occupazione giovanile. I dati sarebbero stati ancora peggiori senza questi interventi. In fase di ripresa molte persone inattive rientrano nel mercato aumentando l’occupazione. Bisogna riattivare il mercato».
Immediata la reazione del Codacons, secondo cui i dati Istat sono “una vergogna per un Paese civile”. “Più disoccupazione equivale ad un aumento della povertà per i cittadini italiani, perdita del potere d’acquisto, meno consumi e danni immensi per le imprese e l’economia nazionale – afferma il Codacons in una nota – Senza lavoro le famiglie non riescono ad andare avanti e i giovani non vedono alcun futuro davanti a se”. I dati diffusi dall’Istat, purtroppo, conclude l’associazione dei consumatori, “vedono l’Italia avvicinarsi di gran passo alla situazione tragica della Grecia e, senza interventi urgenti sul fronte dell’occupazione, del rilancio dei consumi e della pressione fiscale per le imprese, la velocità con cui il nostro Paese di avvicinerà alla Grecia subirà un progressivo incremento”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.