Intitolata al vescovo Farina una sala del Museo di S. Rocco

Vescovo Farina“Il ricordo dei giusti rimarrà in eterno”: con queste parole Fratel Costantino De Bellis, padre guardiano dell’Associazione pubblica di fedeli “Amici di San Rocco”, annuncia l’intitolazione alla venerata  memoria di Monsignor Pietro Farina (nella foto), Vescovo di Caserta e moderatore dell’Associazione Europea “Amici di San Rocco”, della Sala Magna del Museo Iconografico di San Rocco che sorge nella cittadina di Capriati a Volturno.

L’atteso evento si terrà il 23 febbraio prossimo in occasione del ritiro spirituale di tutti i gruppi nazionali nel piccolo centro del casertano ed è stato fortemente voluto dallo stesso Fratel Costantino in segno di ringraziamento per la grande opera del rimpianto vescovo Farina e perché non vada perduto il ricordo di una persona tanto ammirevole.

La famiglia del presule casertano ha donato per l’allestimento della sala museale un abito corale, una mitria, l’anello e la croce pettorale che rimarranno in esposizione permanente come segni del suo ministero pastorale e della successione apostolica.

“Tutti – si legge in una nota dell’ufficio stampa della benemerita associazione – ricordiamo il forte legame che fin dall’anno 2004 ha unito monsignor Pietro Farina a Fratel Costantino  e all’Associazione Europea tutta, sempre presente nel suo cuore e al centro dei suoi pensieri, costante oggetto delle sue premurose attenzioni di vero padre del suo amato popolo fino all’ultimo dei suoi giorni terreni. Un affetto continuamente ricambiato dai gruppi e dai tanti devoti che negli incontri annuali non mancavano di affrettarsi a salutare ed omaggiare la loro guida spirituale, in un abbraccio veramente fraterno. Questo sentimento, mai venuto meno dopo la repentina perdita del pastore buono, ha portato alla realizzazione di quello che non sarà un freddo monumento ad una memoria passata ma il memoriale di un amore vivo che non tramonta nemmeno dopo il distacco fisico, ma si protrae nel tempo fino ad anticipare l’attesa per l’alba di quel giorno senza  tramonto in cui ci ricongiungeremo con don Pietro nella Gerusalemme del cielo”.

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