Proietti (Uil): “Ora abbassiamo le tasse a chi le ha sempre pagate”

di | 24 gennaio 2014 | Fisco | 0 commenti

domenico-proietti«Aumentare la disponibilità dei lavoratori dipendenti e dei pensionati è l’unica via per rilanciare l’economia. Il tempo delle restrizioni è finito adesso serve fiducia, e servono risorse da poter investire». Ne è convinto il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, responsabile delle Politiche fiscali e previdenziali, con cui abbiamo fatto il punto sul sistema fiscale.

Segretario, in questi giorni da più parti è giunta la richiesta – inascoltata – di prorogare la scadenza per il pagamento della cosiddetta mini Imu e della Tares. Come sa, la situazione è caotica: i Comuni non hanno inviato i bollettini prestampati, i contribuenti si sono riversati nei Caf e i commercialisti avvertono che ritardi e imprecisioni negli importi sono inevitabili. Che cosa sta succedendo? La responsabilità è soltanto dei Comuni, a suo avviso?

I cittadini sono purtroppo le prime vittime dell’incertezza che su tale argomento ha regnato ed ancora imperversa. I Comuni hanno contribuito al clima di confusione ed i Caf hanno svolto un ruolo importantissimo, in mezzo a tante difficoltà, per fronteggiare questa emergenza ed assistere in maniera positiva i contribuenti.

Pochi giorni fa il Fondo monetario internazionale ha fatto presente che lo “sforzo fiscale” dell’Italia è al limite, ciò significa che più di così la pressione delle tasse non potrà aumentare. Ne terranno conto, i nostri governanti?

Purtroppo questo non è l’unico avviso in tal senso che giunge al nostro Paese. Poco tempo fa anche Ocse e Commissione europea hanno speso parole chiare sulla gravosità della pressione fiscale in Italia. La recente legge di Stabilità è stata un’occasione persa e non ha dato le risposte necessarie. Gli interventi sono stati pochi e così inconsistenti da poter essere ritenuti trascurabili, gli aumenti alle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente sono stati in media di circa 70 euro annui, mentre per i pensionati, che nei precedenti anni sono stati vittime di operazioni tese solo a far cassa, nulla si è fatto, tranne sbloccare, ma solo in parte, la perequazione delle pensioni.

Come si può intervenire?

Sotto la spinta della Uil e delle altre forze sociali è stato istituito un Fondo che destina una parte degli introiti derivanti dalla lotta all’evasione e dalla spending review alla riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti pensionati ed imprese che assumono. La Uil continua a battersi affinché in questo fondo confluiscano risorse certe.

Meno tasse e più mirate. È un’utopia o si può mettere in pratica? Se sì, come?

Non è assolutamente un’utopia ma ci battiamo perché ciò avvenga. Come detto il Fondo per la riduzione del cuneo fiscale è ora una realtà. Ma una formulazione come quella prevista attualmente rischia di far confluire risorse limitate alla riduzione della pressione fiscale. Noi chiediamo che a tale fondo vadano in modo diretto e certo un terzo delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione e dalla riduzione della spesa pubblica. Solo in questo modo si potrà procedere ad adeguati interventi per la riduzione della pressione fiscale. Perché ciò avvenga bisogna però dare nuovo impulso alla lotta all’evasione fiscale. I dati resi noti proprio in questi giorni dalla Guardia di Finanza sono drammatici e rappresentano l’ennesima testimonianza di come l’evasione fiscale sia una vera e propria emergenza nazionale che va combattuta senza se e senza ma, perché mina le fondamenta del nostro sistema democratico ed economico.

Serve un cambio di mentalità nell’approccio?

In questi anni sono stati fatti dei passi in avanti importanti ma la strada da fare è ancora lunga e va perseguita con decisione senza i tentennamenti che sono riemersi nell’ultimo periodo. Occorre dispiegare una volontà politica chiara, forte ed univoca contro l’evasione. Bisogna potenziare i controlli destinandovi maggiori risorse umane e ricercare un più efficiente coordinamento di tutte le banche dati a livello nazionale, europeo ed internazionale. Le risorse così recuperate devono essere contestualmente destinate ad una vera riduzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati sui quali da sempre ricade la gran parte del carico fiscale.

Suggerisce ulteriori interventi in favore dei contribuenti?

Altre risorse potranno peraltro essere reperite da una rimodulazione delle detrazioni fiscali attualmente in vigore, alcune di queste sono obsolete o rivedibili. Come sindacato, inoltre, chiediamo che la no tax area venga equiparata per i pensionati a quella dei lavoratori dipendenti. E che finalmente venga resa strutturale la detassazione del salario di produttività, anche per i lavoratori pubblici.

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