Infrastrutture, studio di Ref-Confesercenti: Italia peggio del Kenya

di | 7 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Infrastrutture, studio di Ref-Confesercenti: Italia peggio del Kenya

autostradaSiamo un Paese che eccelle in molte cose, ma non di certo nelle infrastrutture. Basta chiedere a Confesercenti: “L’Italia? Peggio del Kenia”. Secondo lo studio di Ref-Confesercenti, nel 2012-2013 l’Italia è infatti finita in 82esima posizione scivolando di altre 3 posizioni dal biennio 2010-2011 ed è stata sorpassata persino da Kenya, Uruguay e Botswana. Inaccettabile poi la distanza rispetto al resto d’Europa: la Francia è al quinto posto, la Germania al nono, il Portogallo all’undicesimo, la Spagna al diciottesimo, la Grecia al sessantunesimo. A crescere è solamente l’elenco delle opere incompiute da nord al sud, e lo spreco d’acqua con quasi il 43% di essa dispersa sulle reti durante il trasporto. La colpa risiederebbe, secondo gli autori dello studio, nella crisi che ha bloccato i cantieri e tagliato gli investimenti trascinando l’Italia nelle posizioni più basse delle classifiche internazionali per dotazioni e qualità delle infrastrutture. Secondo le elaborazioni Confesercenti-Ref, da dopo il 2009, quando si sono resi necessari interventi di grande portata sui conti al fine di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, il contenimento della spesa si sia concentrato sul versante degli investimenti: la spesa media pro-capite per infrastrutture è scesa, in quattro anni, quasi del 25%. Facendo 100 la spesa per persona del 2000,si è passati da circa 161 euro del 2009 a poco più di 120 di oggi. Ha continuato ad aumentare, invece, la spesa corrente, insieme all’elenco delle opere mai terminate, dalla Metro C di Roma alla Salerno Reggio Calabria, passando per il mancato completamento delle infrastrutture stradali previste per l’Expo 2015 di Milano.
Altra pecca dell’Italia risulta quella di non avere trasporti alternativi a quelli su gomma, che portano a una elevata congestione della rete autostradale e un ritardo nello sviluppo della rete ferroviaria, soprattutto per quanto riguarda le reti ad alta velocità. Con soli 923 chilometri l’Italia ha meno della metà delle linee ad alta velocità di Francia (2.036 chilometri) e Spagna (2.144). E ancora il problema rifiuti. Secondo Conferscenti il 50% dei rifiuti non riciclato finisce ancora in discarica o nell’inceneritore contro una media del 40% nella UE. Secondo i calcoli di Confesercenti-Ref, è realistico prevedere un risparmio di 50 miliardi di euro, cui si aggiungerebbero 20 miliardi provenienti dagli effetti sulla crescita, tagliando gli sprechi della spesa pubblica, dai consumi intermedi a una riforma istituzionale che preveda l’eliminazione delle province, l’accorpamento di comunità montane e micro-comuni e la razionalizzazione della spesa per Pubblica Amministrazione.

 

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