Influenza, picco a fine gennaio. I bimbi i più colpiti

di | 10 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

bambino-raffreddoreAumentano i casi di influenza, lo conferma la rete di sorveglianza Influnet, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che in molte regioni ha superato il valore di soglia di 2,37 casi per mille assistiti, con la curva dei casi in salita verso il picco. I bambini sotto i cinque anni di età sono i più colpiti, con un numero di casi pari a circa 139 mila.
In tutto sono 823 mila i bambini che dall’inizio della diffusione dell’influenza stagionale sono stati contagiati. Il picco, avvertono gli esperti, arriverà per la fine di gennaio. Quest’anno i ceppi influenzali in circolazione sono tre: A/California/2009 (H1N1), il ceppo A/Victoria/2011 (H3N2) e il B/Massacchussets/2012.
I sintomi sono rappresentati dalla febbre, che può essere elevata (superiore a 38°C) per 3-5 giorni rispondendo poco alla terapia antipiretica, dolori osteo-muscolari, mal di testa oltre al raffreddore e ai sintomi respiratori di alte e basse vie aeree. Gli antibiotici non servono, salvo che non ci sia una sovrainfezione batterica, ad esempio l’otite. Per questo è importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono troppo a lungo.
Per i bambini le precauzioni sono importanti: mantenere le vie respiratorie libere, pulire il nasino, aiutarli a bere con spremute o bevande dissetanti. E poi attenzione alla temperatura. Evitare che salga troppo e nel caso che continui a lungo, oltre i cinque giorni, contattare il medico di famiglia.
È bene ricordare che si resta contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate. Infine far restare qualche giorno in più il bambino a casa per evitare che il contagio si diffonda tra i compagni di scuola.

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