In Chapas il nuotatore che si batte per ridare dignità ai disabili

di | 4 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su In Chapas il nuotatore che si batte per ridare dignità ai disabili

Salvatore Cimmino“Da molti anni ormai porto avanti una battaglia attraverso la quale cerco di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su una questione importantissima ma, paradossalmente, pressoché ignorata dalla maggior parte dei governi, e cioè l’abbattimento delle barriere architettoniche, sociali e mentali che precludono l’ integrazione delle Persone con Disabilità nel tessuto sociale”.

A parlare è Salvatore Cimmino, 49 anni, coniugato e padre di un adolescente, dipendente della Selex Galileo, società del Gruppo Finmeccanica per la quale si occupa  di controllo di gestione nel settore delle relazioni esterne. Giovanissimo  fu colpito da un terribile osteosarcoma, per salvargli la vita i medici furono costretti a praticargli l’amputazione della gamba a metà del femore. All’età di 41 anni, dopo innumerevoli problemi fisiologici, sotto consiglio medico, Salvatore comincia a nuotare: non era mai stato in acqua. Di qui l’idea di portare avanti una campagna di sensibilizzazione.

“Oggi – spiega – il mondo scientifico si è dotato, dopo anni di studi e di ricerca, di potentissime conoscenze, grazie alle quali sono stati sviluppati sistemi che hanno permesso, in alcuni casi, di annullare la disabilità fisica: peccato però che, ancora oggi, rimangano chiusi nei cassetti dei maggiori centri di ricerca al mondo. È arrivato il momento di liberarli e renderli accessibili attraverso la loro industrializzazione”.

L’indomito nuotatore è arrivato quasi alla fine del suo personale giro del mondo a nuoto: “Tra qualche giorno infatti partirò per uno dei posti più belli al mondo: il Chiapas, una delle 32 entità federali del Messico, uno Stato ricco di tradizioni, di etnie e religioni, che è però attraversato da gravi conflitti sociali che causano l’emarginazione della popolazione più debole, in particolar modo delle persone con disabilità: è questo il motivo per il quale ho scelto questa regione del mondo”.

“Vivere da disabile in Chiapas – continua – come in molti altri, troppi paesi del mondo, non è facile: sono innumerevoli le difficoltà e le fatiche che quotidianamente si devono affrontare, difficoltà dovute, quasi sempre, ad una organizzazione della società che non tiene conto dei bisogni più elementari di una minoranza che infatti, il più delle volte, rimane inascoltata”.

“Ogni persona – conclude – ha una sua storia. Una storia che può essere modificata, cambiata, migliorata. Anche in un momento storico difficile come questo. Il nostro errore più grave, io credo, è quello di cercare di destare in ognuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha: il futuro è già qui, è solo distribuito male”.

(Salvatore Cimmino aveva un grande tifoso, il collega giornalista Paolo Borrelli, che da un po’ ci ha lasciati e che non lesinava energie per seguirlo, sia pure a distanza, in tutte le sue iniziative. Questo piccolo ritratto è dedicato a lui ed alla sua famiglia).

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