Immigrati, Ocse: le discriminazioni sul lavoro sono dannose per l’economia

di | 9 ottobre 2013 | lavoro | Commenti disabilitati su Immigrati, Ocse: le discriminazioni sul lavoro sono dannose per l’economia

immigrazione_3La discriminazione contro gli immigrati e i loro figli nel mercato del lavoro e nella società danneggia la coesione sociale e può anche tradursi in una perdita economica per il Paese ospite. È quanto emerge dal rapporto Ocse 2013, International Migration Outlook – Prospettive sulle migrazioni internazionali 2013 – curato dall’Onc-Cnel in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Dg Immigrazione e Politiche dell’integrazione e presentato oggi presso la sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro alla presenza, tra gli altri, del viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Cecilia Guerra.

Non è facile misurare la discriminazione, ma alcuni studi indicano che per ottenere un colloquio di lavoro non è raro che gli immigrati e i loro figli siano costretti a inviare più del doppio di candidature nel confronto con persone native e che hanno lo stesso curriculum vitae. L’impatto della discriminazione sembra più rilevante nel processo di assunzione, “sebbene possa  incidere sulla successiva carriera e sugli stipendi”.

Secondo la ricerca la maggior parte dei Paesi che rientrano nell’Ocse “ha adottato misure per contrastare la discriminazione”. I rimedi più diffusi sono di natura giuridica. Un certo numero ha applicato politiche di azione affermativa basate su target e quote nonché su strumenti come curriculum vitae anonimi. Gli autori dello studio sostengono, a ragione, che sarebbe particolarmente opportuno innalzare il livello di consapevolezza al fine di superare l’ostacolo degli stereotipi negativi che sembra fungere da principale motore del comportamento discriminatorio.

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