Il regista Fausto Brizzi è il Weinstein italiano?

di | 14 novembre 2017 | attualità, cinema, società | 0 commenti

di Maura Guida

Lo scandalo degli abusi sessuali nel mondo del cinema, scoppiato con le accuse contro Harvey Weinstein, non accenna a perdere rilevanza negli Stati Uniti.

Infatti ieri, domenica 12 novembre, a Los Angeles numerose associazioni e migliaia di donne, uniti dall’hashtag ” Me too”, hanno manifestato contro la cultura degli abusi sessuali, scatenata dalle denunce contro il boss della Miramax, Harvey Weinstein, l’attore Kevin Spacey, il comico Louis C.K. e altre personalità famose.

La marcia, iniziata proprio davanti al Dolby Theater, dove ogni anno si svolge la premiazione degli Oscar, ha proseguito sulla Walking of Fame, la famosa Via delle Stelle, per raggiungere il podio posto davanti alla sede della CNN, la più autorevole rete televisiva del paese, e qui le voci delle personalità e quelle della gente comune si sono unite per raccontare esperienze private e promuovere la lotta contro gli abusi.

Da Hollywood lo scandalo si è esteso in Italia, travolgendo il regista Fausto Brizzi, autore di numerose pellicole di successo, quali i “cinepanettoni” di Natale.

Su internet il suo nome era circolato dopo le dichiarazioni di varie attrici, durante la puntata delle Iene del 22 ottobre, che sostenevano di essere state molestate o addirittura violentate dal regista.

Tutte le testimonianze, nonostante le ragazze non si conoscessero, concordavano perfettamente, e tutte riferivano di essere state intervistate in “uno studio che però è anche una casa”, dove troneggiava una grande vasca idromassaggio e nel soggiorno una camera da letto.

Si è molto parlato dei dettagli delle molestie, ormai note e sulle quali è inutile insistere, a cui Brizzi ha risposto smentendo tutto e affermando di essere pronto a procedere nelle sedi opportune contro chiunque affermi il contrario. In via precauzionale, ha poi aggiunto, ha deciso di sospendere il suo lavoro per evitare strumentalizzazioni e proteggere la famiglia e soprattutto sua moglie, l’attrice Claudia Zanella.

Immediata la risposta su Twitter di Asia Argento, che per prima in Italia aveva denunciato Weinstein, e che in tono di sfida, ha scritto: “Querelaci a tutte! Non ci fai paura!”.

In conclusione dieci donne accusano il regista, la sola voce che si è levata in sua difesa è quella di Nancy Brilli, che con lui ha lavorato in tre differenti film, “Ex”, “Maschi contro femmine” e “Femmine contro maschi”, che sostiene di non aver mai sentito sui vari set nessun pettegolezzo che lo coinvolgesse, e che per quanto la riguarda direttamente, Brizzi ha sempre mantenuto un comportamento da gentiluomo.

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