Il Papa rilancia la Dottrina sociale: i cattolici hanno il dovere di fare politica per il bene comune

di | 16 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Il Papa rilancia la Dottrina sociale: i cattolici hanno il dovere di fare politica per il bene comune

bergoglio_incontra_ratzinger“Chi governa deve farlo con umiltà e amore, caratteristiche indispensabili. E i cittadini, soprattutto se cattolici, non possono disinteressarsi della politica”. Nell’omelia durante la messa a Santa Marta il Papa rilancia i temi del Magistero e della Dottrina sociale della Chiesa, sollecitando i fedeli a pregare per le autorità e ad interessarsi della gestione della cosa pubblica. Il tutto in linea il suo “Amato Predecessore”, Benedetto XVI.

La riflessione, apparentemente semplice, ma densa di significato, prede spunto dalle parole del Vangelo che descrive l’incontro del centurione con Gesù, nel corso del quale il soldato chiede, con umiltà e fiducia la guarigione del servo, e dalla lettera di San Paolo a Timoteo che contiene l’invito a pregare per i governanti.

“Chi governa – ha detto il Pontefice – deve amare il suo popolo, perché un governante che non ama, non può governare: al massimo potrà disciplinare, mettere un po’ di ordine, ma non governare”.
Di qui l’ulteriore sottolineatura che “ogni uomo, ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: Io amo il mio popolo, per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada? Se non si fa queste domande il suo governo non sarà buono. Il governante, uomo o donna, che ama il suo popolo è un uomo o una donna umile”.

D’altra parte, San Paolo esorta i governanti a elevare preghiere “per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla”. Se, dunque, i governanti devono amare il popolo, allo stesso tempo i cittadini non possono disinteressarsi della cosa pubblica: “Un buon cattolico si immischia in politica – spiega il Santo Padre – offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”. E si domanda: “Ma qual è la cosa migliore che noi possiamo offrire ai governanti? La preghiera!”. Un cristiano, conclude il Successore di Pietro, che non prega per i propri governanti, affinché amino e servano il popolo, “non è un buon cristiano!”.

Le parole del Papa possono contribuire a riavvicinare i cittadini alla politica. Ma è necessaria una riforma organica degli statuti interni per far sì che la partecipazione sia effettiva e che le decisioni non vengano, alla fine, devolute al leader di turno senza tener in alcun modo in considerazione la volontà e le aspettative della base…

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