Il nuotatore solitario disabile invitato a parlare a New York

di | 3 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

cimminoIl 9 giugno prossimo a New York, in apertura della 7° Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, interverrà per portare la sua testimonianza di impegno forte per abbattere tutte le barriere, non solo architettoniche. Mentre il 28 giugno sarà tra i protagonisti della Maratona natatoria di New York – 28,5 miglia di freddo e fatica. Questi i prossimi impegni di Salvatore Cimmino (nella foto), che, con una sola gamba, che sta compiendo il giro del mondo a nuoto. Una piccola grande battaglia di civiltà. Cimmino è un funzionario della Selex Galileo, società del Gruppo Finmeccanica, e si occupa di controllo di gestione nel settore delle relazioni esterne. A soli 15 anni fu colpito da un terribile osteosarcoma: per salvargli la vita i medici furono costretti all’amputazione della gamba a metà del femore. A 41 anni, dopo innumerevoli problemi fisiologici, sotto consiglio medico, ha cominciato a nuotare. E da allora non si è mai più fermato. Il suo obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul mondo della disabilità e di spingere verso la rivisitazione del “nomenclatore tariffario”, la cui staticità impedisce oggi a molti disabili di accedere a protesi idonee per condurre una vita normale sotto tutti i punti di vista.

“È vero – afferma – che la disabilità oggi, rispetto al passato, non rappresenta più un limite così definitivo da precludere la possibilità di avere un lavoro, una casa, una famiglia, di viaggiare e, perché no, di sognare anche altro. Questo perché la ricerca scientifica e il progresso tecnologico, applicati ai mezzi di trasporto, alla costruzione di edifici, ai dispositivi protesici hanno raggiunto risultati straordinari.Se a tutto questo, inoltre, viene aggiunta, quando possibile, un’attività sportiva, anche solo a livello amatoriale, la disabilità, pur non annullandosi, può però non rappresentare più un ostacolo insormontabile. E questo è tanto più vero per i bambini, per i giovani che in ambienti di questo tipo possono esercitare oltre al fisico anche lo spirito, la mente, l’emotività in un’importante relazione di socialità, di apertura al mondo”. Cimmino, però, non manca di sottolineare che “molte, ancora, sono le barriere da abbattere: oltre a quelle architettoniche, testimonianza esplicita di una barbarie inconcepibile, è importante raggiungere la modifica dei Lea, l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario e di tutte quelle norme volte alla salvaguardia della dignità delle persone con disabilità. È fondamentale che si capisca quanto sia necessario, vitale, prevedere un sostegno alle famiglie che si trovano ad accudire, spesso in una solitudine disperante, un familiare in difficoltà e privo totalmente di autonomia. Dobbiamo essere capaci di costruire un Paese dove nessuno, mai, venga lasciato solo nel dolore e nel bisogno”.

“Nel mondo – continua – ci sono oltre seicentocinquanta milioni di persone con disabilità, cifra che rappresenta più del 10% della popolazione totale, e solo in pochi paesi queste persone possono godere di una legislazione adeguata, giusta e democratica, mentre, in molti altri, vivono in uno stato di emarginazione e disagio permanente. Sono anni ormai che nuoto in giro per il mondo, incontrando sempre persone straordinarie, sensibili e attente alla battaglia che sto portando avanti: la buona volontà esiste, anche da parte delle istituzioni. Spesso però la persona con disabilità viene dimenticata, sottovalutata nelle sue difficoltà, vissuta e considerata solo dal punto di vista sanitario, misurata sulla base delle mancanze e quasi mai sulla base di quelle capacità residue che potrebbero, e dovrebbero, invece, costituire il punto di partenza per un percorso che sia insieme di recupero e d’integrazione piena”.

Ma è proprio questo il cavallo di battaglia del nuotatore solitario: “Il principio che non mi stancherò mai di ripetere è che la diversità, sempre, in ogni contesto, costituisce un arricchimento, una risorsa. Abbattiamo le barriere mentali, una volta fatto questo il resto verrà da sé. Ogni persona ha una sua storia. Una storia che può essere modificata, cambiata, migliorata”.

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