Il monito del Papa ai politici: “Non siate come i farisei, sepolcri imbiancati”

di | 27 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

PapaVedere i nostri politici a messa non è una immagine usuale, nonostante molti affermano di ispirare la propria azione al Magistero ed alla Dottrina sociale della Chiesa. L’impresa è riuscita – e non poteva essere altrimenti – a Papa Francesco. Il Santo Padre ha presieduto questa mattina una celebrazione ad hoc per i parlamentari presso l’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. Vi hanno preso parte in 493, tra cui i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e nove ministri del governo Renzi. Davanti ad una buona rappresentanza della classe dirigente del nostro Paese, il Pontefice ha delineato il profilo dei leader del popolo ai tempi di Gesù, tutti presi da “interessi di partito” e “lotte interne”.

Un parallelo non dissimile, purtroppo, dalla triste realtà odierna in cui si fa fatica ad individuare quella visione di prospettiva che dovrebbe guidare l’azione di un politico verso la realizzazione del bene comune. “Il cuore di questa gente – ha sottolineato l’ex arcivescovo di Buenos Aires –  di questo gruppetto, con il tempo si era indurito tanto, tanto che era impossibile ascoltare la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti”. “È tanto difficile – ha aggiunto – che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti”.

Essendo presi dai loro biechi interessi di parte, i politici di allora non riuscirono a riconoscere la voce di Dio. In questo modo divennero “uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini”, finendo per trasformasi in “sepolcri imbiancati”.

Sarebbe troppo facile prendere a prestito le parole di Francesco per scagliarle come pietre contro i signori della Casta che hanno tradito le attese di milioni di cittadini desiderosi di un rinnovamento che, per decenni, è rimasto solo uno slogan da campagna elettorale. Se davvero lo vogliono, i nostri parlamentari hanno ancora la possibilità di invertire la rotta: basta avere il coraggio di mettere da parte le sterili contrapposizioni di bottega per affrontare i problemi del Paese con il piglio giusto, senza ipocrisie o false speranze. Serve un bagno di umiltà. E, soprattutto, occorre promuovere il maggior coinvolgimento possibile di persone di buona volontà, pronte a rimboccarsi le maniche per cambiare le cose che non vanno.

L’ideale sarebbe far ricadere la scelta direttamente sugli elettori attraverso le preferenze.

Ma questa è un’altra storia.

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