Il Forum Terzo Settore sulla legge di Stabilità: ancora non ci siamo

di | 27 novembre 2013 | economia | 0 commenti

ForumterzosettoreLa legge di Stabilità, approvata ieri, non piace al Forum del Terzo Settore. Dopo anni di tagli alle risorse per le politiche sociali, soprattutto a quelle per la non autosufficienza, si assiste ad una piccola inversione di tendenza, che resta tuttavia assolutamente insufficiente, sottolinea il Forum. Pur rimanendo la cancellazione dell’aumento dell’Iva per le cooperative sociali, pur riscontrando un aumento del Fondo per la non autosufficienza (da 250 a 275 milioni di euro che raggiunge i 350 con l’aggiunta per l’assistenza domiciliare per le gravi disabilità) e pur constatando che compare il tema della povertà, con l’introduzione della sperimentazione del Sia, con un finanziamento – irrisorio – di 40 milioni (120 in tre anni) , non possiamo cantar vittoria, spiega il Forum. Se da un lato le istanze che abbiamo sollevato sono rimaste senza ascolto, dall’altro, soprattutto, constatiamo con amarezza che la nostra idea di costruire un sistema di welfare a lungo termine, solido e inclusivo non ha trovato effettivo riscontro tra le priorità di questo governo.
Non ci sono aumenti di risorse per i fondi sociali, per il 5 per mille, per la cooperazione internazionale, per il servizio civile e, in particolare, mancano un chiarimento su Imu e enti non commerciali e sulle agevolazioni sull’imposta di registro per il non profit. Rispetto alla questione fiscale abbiamo la sensazione che si voglia modificare la natura delle onlus, equiparandola a quella degli enti commerciali. Riteniamo inaccettabile che una mensa sociale debba pagare l’Imu alla stregua di un ristorante, che uno spazio dedicato ad attività educative o ludico-sportive debba essere considerato come una struttura che fa attività di tipo commerciale. Non è sostenibile che su questo non venga presa una posizione netta.
Il Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri, ci tiene a ribadire che “fino a quando il nostro Paese non metterà tra le priorità la revisione della spesa pubblica – ricordiamo che più del 10% della spesa va in interessi sul debito -, continueremo a dovere fare i conti con una carenza di risorse da destinare a servizi, sostegno alle persone, imprese in difficoltà economica”.

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