Il Cdm dà l’ok al nuovo decreto Salva Roma, conferma la Tasi e cancella la web tax

di | 28 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

Palazzo ChigiIl Consiglio dei ministri, disinnescando ogni polemica e soprattutto il ricatto del sindaco della Capitale,  ha dato il via libera al nuovo decreto legge Salva Roma, per colmare il buco nel bilancio capitolino. Il decreto contiene anche l’ok all’addizionale dell’otto per mille della Tasi, l’imposta che finanzia i servizi indivisibili (come il trasporto pubblico locale, l’anagrafe e l’illuminazione delle strade) che mira a creare una leva fiscale ai comuni per le detrazioni sulla prima casa.
Ma il punto nodale era l’intervento a favore della Capitale, oggetto nella giornata di giovedì di un botta e risposta a distanza tra il sindaco Ignazio Marino, che aveva evocato il blocco della città qualora non vi fosse stato uno stanziamento immediato di risorse, e lo stesso premier Matteo Renzi, che aveva contestato i toni usati dal primo cittadino e invitato a fare “meno piagnistei”.
“La cifra rimane la stessa – ha precisato oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio – ma le modalità sono diverse: non c’è un trasferimento di soldi dal governo al comune di Roma, ma tra il Commissario (che dal 2008 gestisce il piano ri rientro governativo, varato nel 2008, ndr) e il Comune. I soldi anziché essere diluiti nel tempo vanno erogati. Ovviamente ci vuole poi un piano di rientro”.
Per quanto riguarda la Tasi, ha precisato Delrio, “è una tassa municipale che andrà regolata dai sindaci come è giusto che sia e che saranno in grado di renderla più equa e flessibile”. In sostanza, vuol dire che gli enti locali potranno anche effettuare i ritocchi verso l’alto concordati con il precedente esecutivo. Un punto, questo, che ha subito scatenato i commenti negativi di Forza Italia.
Il Consiglio dei ministri ha dato anche il via libera alla nomina di 35 sottosegretari e nove viceministri. È poi stato comunicato che “è stata introdotta una procedura unica per la domanda e l’autorizzazione del permesso di soggiorno e quella del lavoro. Un unico documento in cui vengono unificate le due procedure”.
Infine, è stata cancellata la cosiddetta web tax. Lo ha spiegato Delrio e lo ha confermato lo stesso premier via Twitter, che ha puntualizzato: “Rimossa la web tax, ne riparleremo in un quadro di normativa europea”.

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