Il 13 settembre si celebra in tutta Italia la Giornata mondiale della Sepsi

di | 11 settembre 2013 | sanità | Commenti disabilitati su Il 13 settembre si celebra in tutta Italia la Giornata mondiale della Sepsi

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl 13 settembre si celebra in tutta Italia la Giornata Mondiale della Sepsi, una delle malattie più comuni e poco conosciute e che nonostante i progressi della moderna medicina (vaccini, antibiotici e cure intensive) rimane una delle principali cause di morte.

La sepsi, infatti, è responsabile della maggior parte della mortalità associata con Hiv/Aids, malaria, polmonite e altre infezioni acquisite in comunità, in ambienti sanitari e da lesioni traumatiche.

I tassi di ospedalizzazione per sepsi hanno ormai superato l’incidenza di infarto miocardico e provoca più decessi di quelli legati al cancro alla prostata, cancro al seno e Hiv/Aids messi insieme.

È quanto affermano i più grandi conoscitori della materia tra cui il presidente della Siaarti (Società italiana anestesia, analgesia, rianimazione e Terapia intensiva) Massimo Antonelli; il Coordinatore del Gruppo di Studio infezioni e Sepsi della medesima organizzazione, Massimo Girardis; il presidente della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, Orlando Armignacco; il presidente dell’Amcli, Associazione microbiologi clinici italiani, Pierangelo Clerici; il Vice presidente della Sim, Società italiana di microbiologia), Anna Teresa Palamara e per l’Agenzia Sanitaria regionale Toscana, Andrea Vannucci.

“La sepsi – spiega Massimo Girardis – è spesso fraintesa: non è un “avvelenamento del sangue”, ma si manifesta quando la risposta dell’organismo a un’infezione danneggia i suoi stessi tessuti e organi. Può portare a shock, insufficienza d’organo multipla, e morte, soprattutto se non diagnosticata precocemente e trattata tempestivamente.” E aggiunge: “È spesso diagnosticata troppo tardi, perché i sintomi e i segni clinici di laboratorio attualmente utilizzati per la diagnosi, come febbre, aumentata frequenza cardiaca o respiratoria, o conta dei leucociti, sono aspecifici”. Si tratta dunque di una vera emergenza. “Tempestivi interventi, tra cui antimicrobici, fluidi per via endovenosa e mirati trattamenti per ripristinare la circolazione possono dimezzare il rischio di morte”, sottolineano gli addetti ai lavori. “I pazienti poi con sepsi sospetta dovrebbero essere inviati immediatamente ad un impianto adeguato. Il trattamento precoce della sepsi è conveniente, riducendo giorni di ricovero ospedaliero e intensivo per i pazienti”.

Emilia Romagna, Lombardia e Toscana hanno messo già in atto programmi di educazione e implementazione delle linee guida per il trattamento della sepsi: l’Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia-Romagna con “Lotta alla sepsi in Emilia-Romagna, la Regione Toscana con il progetto “Coris-TI” e la Regione Lombardia con programma di formazione “Lotta alla sepsi ospedaliera”, rivolto a 12 ospedali pilota.

Per arginare il tasso crescente e adottare le misure necessarie per ridurre il numero di morti per sepsi, le principali società scientifiche mondiali di medicina critica, malattie infettive e microbiologia hanno avviato campagne di sensibilizzazione, indicando una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2020.

 

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