I futuri Camilliani dopo l’arresto del Superiore: orgogliosi di seguire Cristo

di | 13 novembre 2013 | mondo cattolico | 0 commenti

giovani Camilliani d'ItaliaSono giorni bui quelli che i Camilliani stanno vivendo dopo l’arresto del loro Superiore generale. Giorni di dolore e disorientamento.  Nonostante questo, l’Ordine – presente in quasi quaranta Paesi del mondo – continua la sua attività con rinnovato vigore, ricordando gli insegnamenti del fondatore Camillo de Lellis, patrono degli ammalati e dei luoghi di cura.

Dai giovani Camilliani in formazione giunge un’intensa testimonianza  convinti che possa interpreta il pensiero di molti esponenti della Congregazione. “Ultimamente – si legge in una lettera aperta inviata anche alla redazione de “La Voce sociale” – si è detto di noi Camilliani veramente tanto. Alcune cose vere, altre, ci auguriamo, false. Eppure si è parlato! I Camilliani, finalmente, sono “usciti allo scoperto”: un Ordine religioso tanto antico, eppure per alcuni totalmente nuovo”.

Così, approfittando di fatti sicuramente spiacevoli e dolorosissimi da sentire, di noi Camilliani (il cui nostro vero nome è “Ministri degli Infermi”) si è fatta qualche sommaria presentazione, non sicuramente degna della storia ultracentenaria di questa nostra Famiglia religiosa voluta da un grande uomo, un santo della carità: Camillo de’ Lellis (1550-1614), a sua volta giovane prima sbandato e poi convertito, malato e infermiere ante litteram ad un tempo, sacerdote innamorato del Crocefisso, dell’Eucarestia e della Vergine Maria”.

“Noi tutti – proseguono i futuri religiosi – come tanti altri giovani in cammino vocazionale, siamo stati affascinati dal Cristo. In particolare però, siamo stati attratti da un atteggiamento di Gesù: quello del “chinarsi” sull’uomo e sulla donna malata, per fasciargli le ferite sia fisiche che dell’anima”.

E ancora: “Se dunque pensiamo (e, come in questo caso, facciamo pensare) alla nostra personale vocazione che si va ad inserire in una storia ricca di martiri della carità e di veri eroi senza alcuna medaglia allora attestiamo sicuri che scossoni, turbamenti, scandali, tentazioni, maldicenze e roba simile, mai ci distoglieranno dall’essere e dal divenire sempre più Ministri degli Infermi, figli di San Camillo impegnati nella Chiesa e nel mondo, accanto all’uomo malato in nome di Cristo”.

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