Guardie giurate, Alviti (Fnl): “C’è bisogno di una riforma organica del settore”

di | 16 settembre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Guardie giurate, Alviti (Fnl): “C’è bisogno di una riforma organica del settore”

Giuseppe AlvitiNegli ultimi mesi i mass media hanno dedicato ampio spazio a varie tragedie, familiari e non, che hanno avuto come involontarie protagoniste delle guardie giurate.
Un lavoro difficile e rischioso ma sottovalutato nelle sue potenzialità dalla legislazione vigente e che necessita di una selezione accurata per evitare che soggetti psicologicamente deboli siano messi nelle condizioni di poter disporre di un’arma da fuoco.

Di questi ed altri aspetti abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Alviti, segretario generale del comparto sicurezza della Fnl.

Segretario, innanzi tutto parliamo degli ultimi episodi di cronaca. Ci troviamo di fronte a dei drammi personali. Ciò nonostante occorre fare molta prevenzione…

La guardia particolare giurata deve essere una persona seria ed equilibrata, capace di affrontare anche le situazioni di maggiore tensione con una perfetta padronanza di sé. Per quanto tutto il personale in servizio viene soggetto periodicamente a controllo medico per il rinnovo del porto d’armi, è necessario avviare una selezione più rigida.

In che senso?

Ad oggi si diventa guardia particolare giurata unicamente perché si presenta la domanda, essendo in possesso dei requisiti di condotta richiesti dalla legge. Ovviamente se si conosce qualcuno che opera già nel settore è anche meglio. Sono dell’avviso che, invece, sia necessario fare dei concorsi per titoli ed esami. Perché, ad oggi, tanto per dirne una, non è previsto un titolo di studio minimo per l’accesso al lavoro. Il che significa che ci si può imbattere anche in guardie in possesso della sola licenza elementare. Ovviamente deve essere riposta la massima attenzione sull’aspetto sanitario e su quello psicologico.

La categoria sta vivendo un momenti di crisi. Molti istituti stanno diminuendo il personale. Come mai?

Innanzi tutto perché la nostra professionalità non è adeguatamente valorizzata dalla legge. Direttore le dico solo questo: siamo disciplinati da un regio decreto del 1931. Le norme vigenti ci mortificano solamente, perché non ci attribuiscono una natura giuridica ben definita; in pratica non siamo né carne, né pesce. L’emorragia di posti di lavoro, poi, deriva dalla abrogazione dell’articolo 62 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che ha regolamentato i servizi di portierato alla stregua di meri servizi fiduciari, le cd. “guardie non armate”, facendo venire meno l’obbligo del requisito della condotta specchiata.

Vuole essere più chiaro per i non addetti ai lavori?

Questo vuol dire che alla luce del nuovo contratto del comparto ci si potrebbe imbattere in un un soggetto che, pur avendo precedenti di polizia, venga incaricato di tenere sotto controllo gli scaffali all’interno di un supermercato. Le sembra possibile? Senza contare l’aspetto, non meno importante, della sicurezza. Ci sono guardia particolari giurate che svolgono il proprio servizio all’interno di cantieri dove mancano i servizi igienici.

Cosa serve per invertire la rotta?

Semplicemente una riforma organica che dia finalmente dignità alle guardie ed al loro lavoro.

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