Harry Potter si trasforma in Ginsberg, Radcliffe si racconta alla Voce sociale

di | 15 ottobre 2013 | cinema | Commenti disabilitati su Harry Potter si trasforma in Ginsberg, Radcliffe si racconta alla Voce sociale

daniel_radcliffeIl maghetto Harry Potter alias Daniel Radcliffe diventa il poeta Allen Ginsberg. Presentato durante le Giornate degli Autori al Festival di Venezia, uscirà il 17 ottobre “Giovani ribelli – Kill Your Darlings” dell’esordiente regista John Krokidas. Incontriamo il ventiquattrenne attore inglese, protagonista principale del film. Una carriera indubbiamente segnata dalla letteratura. Infatti, dopo aver interpretato prima David Copperfield Dickens e otto film della serie Harry Potter, Daniel Radcliffe si immerge nell’atmosfera maledetta e poetica degli anni quaranta, indossando i panni del giovane Allen Ginsberg. Il film ripercorre gli anni in cui Ginsberg è una matricola alla Columbia University dove conosce il dandy Lucien Carr, un compagno di università che lo presenta a quegli scrittori che saranno in seguito definiti della Beat Generation: Jack Kerouac e William S. Burroughs. È l’esordio di una grande amicizia e l’espressione di una nuova visione in un coinvolgente incontro tra le menti migliori.

Conoscevi i poeti della Beat Generation prima di iniziare a girare il film?

Quando avevo 14 anni conoscevo alcuni versi del poeta Allen Ginsberg, ho letto solo il primo verso dell’Urlo, poi il resto l’ho scoperto molto più tardi. All’epoca, forse proprio per il mio carattere, conoscevo molto meglio William S. Burroughs e il Pasto nudo. L’opportunità di girare questo ruolo mi ha dato lo spunto per immergermi nella sua poesia e approfondire, la sua vita, i suoi scritti e le sue opere che mi sono piaciute moltissimo.

Un personaggio complesso?

Ho potuto studiare la sua generazione facendo molta ricerca su chi fosse, sul suo carattere e che tipo di rapporto avesse con la madre e la famiglia. Tutto questo studio ha plasmato la mia rappresentazione del personaggio sullo schermo e mi ha fatto capire chi fosse veramente questo genio. Lui sapeva, quando ancora non era consapevole, quale forma avrebbe assunto questa genialità.

Hai sentito molta pressione su di te?

Se avessi dovuto interpretare John Keats avrei sentito molta più pressione perché sono un suo fan ossessivo. Nell’interpretare Allen Ginsberg, ho cercato di offrire una performance che fosse buona, reale e corretta soprattutto perché la sceneggiatura era scritta molto bene e ritenevo fosse importante rendere giustizia al personaggio così come era stato raccontato.

Ti sei chiesto l’effetto che avrà il tuo personaggio sulla marea di fan sparsi per il mondo?

I fan che mi hanno seguito fino a questo momento mi hanno incoraggiato anche nei percorsi originali che ho scelto e che rappresentano per me, e per loro, una ricompensa. I fan dei libri e dei film di Harry Potter sono, soprattutto, fan di buoni film e di buoni libri.

Come hai evitato il rischio di non mettere questa icona mondiale su un piedistallo?

Non stavo interpretando Allen Ginsberg, il gigante della letteratura che tutti conosciamo, ma un semplice ragazzino di nome Allen che viene dal New Jersey, va all’università per la prima volta e inizia a pensare che tutti gli altri sono più intelligenti e più ricchi di lui. Si sente insicuro da un punto di vista sociale e intellettuale e cerca, comunque, di venir fuori e di andare avanti. Insegue la strada per creare la grande poesia che esprimerà poi.

 

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