Grillo torna a graffiare dal suo blog: “Orgogliosi di essere moralisti, fuori i condannati dal Parlamento”

di | 11 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Grillo torna a graffiare dal suo blog: “Orgogliosi di essere moralisti, fuori i condannati dal Parlamento”

grilloIl modo in cui dice le cose può dare fastidio, specie se non si tollerano gli insulti, eppure Beppe Grillo continua ad esercitare un grande fascino, specie sulle giovani generazioni. Il motivo? L’innovativo modo di fare politica del Movimento. Non antipolitica, ma politica fatta dal basso. Chissà quando i cosiddetti partiti tradizionali impareranno questa semplice lezione, in base alla quale bisogna ridare dignità all’azione politica, facendola dal basso, agevolando la partecipazione diretta dei cittadini. In questo caso non solo attraverso internet.

Il comico genovese è intervenuto sul blog per difendere i suoi in Parlamento, dopo la bagarre in Aula alla Camera seguita al via libera al ddl sulle riforme costituzionali. Il titolo del post – “Moralisti del ca..o” – prende spunto da uno dei turpiloqui diretti ai grillini in Aula, come testimonia un video postato sul portale, punto di riferimento per milioni di utenti della Rete.

Il leader torna a chiedere le urne: “Al voto subito. Fuori i delinquenti dal Parlamento!”. “Ieri, alla Camera, alla richiesta del M5S di espellere i delinquenti – scrive Grillo – si è levato alto il grido ‘Moralisti del ca..o!’. I nominati del Pdl e del pdmenoelle si sono indignati”. Scontato l’affondo contro il Cavaliere, “condannato in via definitiva”: “i nominati dai capibastone del pdmenoelle e dal truffatore fiscale” – a detto di Grillo – vogliono buttare fuori noi, i cosiddetti moralisti (del ca..o)”.

Di qui la difesa del movimento: “Siamo fieri di essere moralisti del ca..o e soprattutto di starvi sul ca..o. Il vostro tempo è finito. Noi siamo i moralisti del ca..o, quelli che hanno rifiutato i rimborsi elettorali, che si sono tagliati gli stipendi, che hanno rinunciato alle auto blu. Noi siamo i moralisti del ca..o che non vogliono condannati in Parlamento, che mantengono la parola data agli elettori, gli unici a votare alla Camera per la decadenza del Porcellum”. “Vogliamo – conclude – che l’onestà torni di moda, che i semafori rossi vengano rispettati, che i ladri finiscano in galera, che Camera e Senato diventino dei luoghi rispettabili e non dei postriboli della democrazia”.

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