Gratta e Vinci, dal governo gara per i competitor di Lottomatica. Lo chiede l’Ue

Il governo deve dare un segnale di discontinuità intervenendo tempestivamente sulla concessione per la gestione dei “Gratta e vinci”. Come è noto, i competitor di Lottomatica – attuale concessionaria – sostengono che serve una gara pubblica, anche perché, dice la legge, le concessioni non sono più rinnovabili in assenza di una gara.

Stiamo parlando di un giro di soldi davvero immenso, quasi 10 miliardi l’anno, eppure Palazzo Chigi sembrerebbe aver tacitamente rinnovato fino al 2028 – violando il regolamento – la concessione del Gratta e Vinci a Lottomatica.

Come? Con un decreto fiscale collegato alla legge di Stabilità del 2018 che deve essere approvata a dicembre. Pubblicato il 16 ottobre sulla Gazzetta ufficiale, all’articolo 20 si legge che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede “ad autorizzare la prosecuzione del rapporto concessorio” alla società del gruppo Lottomatica, “in modo da assicurare nuove e maggiori entrate al bilancio dello Stato in misura pari a 50 milioni di euro per l’anno 2017 e 750 milioni di euro per l’anno 2018”.

Siamo alle solite, quindi: per motivi di cassa, si infrangono le norme. Ma attenzione, “carta canta”, come si suol dire: voci di corridoio infatti lasciano intendere chiaramente che il principale competitor di Lottomatica, ossia Sisal, abbia chiesto ufficialmente di partecipare alla gara per la concessione, mettendo sul piatto gli stessi 800 milioni “offerti” da Lottomatica, gara che finora non è stata minimamente prevista dalla norma, sia chiaro.

Per ora la richiesta è quindi lettera morta, ma il governo non può fare finta di niente. Deve pertanto adeguare il fantomatico decreto legge di cui abbiamo detto sopra ai vincoli della normativa vigente.

Insomma, se la gara pubblica non verrà indetta e la concessione verrà comunque rinnovata senza gara, Palazzo Chigi non solo non avrà rispettato il regolamento, in barba al pluralismo e alla trasparenza, ma rischierà sanzioni dall’Europa e contenziosi in Italia.

Il rinnovo così come è stato previsto taglierebbe fuori società come Sisal, la controllata di Cvc Capital Partners (70 miliardi di dollari di fatturato nel mondo), e forse anche altre società che hanno i numeri e i titoli per poter subentrare a Lottomatica, facendo così da apripista a un sistema multiconcessorio in linea con le normative vigenti in Europa.

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