Grasso: alla democrazia serve un’informazione responsabile

di | 20 febbraio 2014 | editoria | 0 commenti

Grasso“Garantire la corretta informazione diventa una precondizione essenziale per il corretto funzionamento della democrazia e l’effettivo godimento delle libertà e dei diritti fondamentali”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso (nella foto), nel suo intervento al convegno sul tema “Formare all’informazione”, nella Sala Capitolare, nel corso del quale è stato inaugurata la seconda edizione del Master in “Digital Journalism” organizzato dal Centro Alti Studi (Clas) della Pontificia Università Lateranense.
“Oggi – sottolinea la seconda carica dello Stato – disponiamo di un’enorme quantità d’informazioni e in tempo quasi reale. Ma la quantità e la rapidità delle notizie non ne garantiscono in alcun modo il livello qualitativo. Se poca informazione non consente la comprensione della realtà, allo stesso modo un’eccessiva quantità di notizie può uccidere l’informazione senza generare conoscenza. Non è di informazione quantitativa, di rumore, che la democrazia ha bisogno. Non di un fiume di notizie spesso addirittura superiore a quelle che riusciamo ad assimilare e gestire. Non di una rappresentazione riduttiva, superficiale e manipolatoria della complessità della realtà. Ricordo che ci sono giornali che hanno rubriche dedicate alle ‘notizie che non lo erano’, ovvero all’analisi degli errori dettati da superficialità e ricerca spasmodica della velocità invece che della verifica e dell’accuratezza”.
La democrazia, continua il presidente del Senato, “richiede un giornalismo responsabile. È giornalismo responsabile quello che soddisfa il diritto del cittadino a sapere e conoscere, senza trascurare i diritti con esso eventualmente confliggenti e avendo cura dei soggetti deboli coinvolti ed esposti dall’informazione. Il sistema dei mezzi di informazione dovrebbe riconoscere e rispettare una precisa gerarchia di valori. L’etica e la moralità sono per il giornalismo un dovere assoluto, perché è diritto dei cittadini non solo e non tanto l’essere informati, ma soprattutto l’essere correttamente informati”.

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