Gli italiani ricorrono sempre di più alla giustizia alternativa

di | 20 novembre 2013 | giustizia | 0 commenti

giustiziaA due mesi di distanza dall’entrata in vigore delle disposizioni del Decreto del Fare che reintroducono la mediazione quale condizione di procedibilità per una serie molto ampia di materie a Milano è stato presentato per il sesto anno consecutivo il Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa. Si tratta del frutto di una indagine di Isdaci per Unioncamere, Camera di Commercio di Milano e Camera Arbitrale di Milano. Sono state 243.281 le domande di Adr di conciliazione e mediazione depositate presso i Centri di risoluzione italiani nel 2012, in crescita del +72% rispetto al 2011. A fare la parte del leone la mediazione civile e commerciale, che ha registrato un numero di domande pari a 154.879, addirittura +154,7% rispetto all’anno precedente.

Crescono anche le conciliazioni presso i Corecom, arrivate a quota 70.000 (+25,7% rispetto al 2011), mentre rimangono stabili le altre forme di giustizia alternativa, quali ad esempio la negoziazione paritetica, con ben 17.626 domande e l’arbitrato amministrato, con 735 domande. Senza dimenticare l’attività svolta dalle Authority e dai ministeri, che sembra costituire un modello efficace di risoluzione e prevenzione delle controversie, come dimostrato ad esempio dagli oltre 4.000 ricorsi e segnalazioni presentati all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e all’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

Sulla mediazione vi sono alcuni aspetti critici, tra cui spicca la mancata partecipazione della parte chiamata, che si ha nel 67% dei casi. Si tratta di un’anomalia che i fautori di questo istituto si spera possa venire superata in virtù dei correttivi apportati al D.lgs. 28/2010 dal Decreto del Fare.

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