Giù le mani dall’Arma, la sicurezza non ha prezzo

carabinieriAlzi la mano chi, almeno una volta nella vita, ha risolto un problema, piccolo o grande che sia, grazie all’intervento dei carabinieri. Per noi comuni mortali la Benemerita non è semplicemente una forza di polizia impegnata nel presidio del territorio e nella salvaguardia della legalità ma un punto di riferimento, un porto sicuro nel quale approdare per chiedere aiuto e assistenza, una certezza di ascolto a differenza di altri settori della pubblica amministrazione “sordi” rispetto alle esigenze che emergono dalla quotidianità.

Ecco perché abbiamo registrato, con viva preoccupazione, le parole pronunciate dal Comandante generale Leonardo Gallitelli nel corso di una audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia: “Anche in presenza di una profonda crisi economica come quella che sta attraversando il nostro Paese – ha affermato l’alto ufficiale – occorre non privare l’Italia e gli italiani dei presidi di sicurezza ravvicinata”. In un contesto di “progressiva desertificazione” delle strutture di prossimità ai cittadini c’è chi pensa di poter applicare la famigerata Spending review anche alle 4.608 stazioni e 55 tenenze sparse per l’Italia, per di più bloccando gli stipendi e le promozioni del personale.

Se si poteva nutrire qualche dubbio sulla inadeguatezza dell’attuale classe dirigente – figlia di una legge elettorale infame e di un rinnovamento generazionale che soltanto ora, sia pure a fatica, comincia a prendere piede – adesso ne abbiamo raggiunto l’assoluta certezza. Bisogna davvero vivere al di fuori della realtà, come, purtroppo, la gran parte dei protagonisti della vita pubblica, per non capire che la sicurezza non è una spesa da tagliare ma una risorsa vitale. Specie in un momento come quello che stiamo attraversando in cui l’incertezza legata alla crisi alimenta le tensioni, le famiglie e le piccole e medie imprese sono allo stremo e la criminalità organizzata ha gioco facile, sopratutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove il lavoro è un miraggio e chi vuole far valere un suo diritto, anziché rivolgersi alla magistratura, si affida direttamente ai boss locali.

Immaginare di colpire una delle poche Istituzioni credibili del Paese è un atto di una gravità inaudita e, in concreto, non produrrebbe alcun beneficio alla collettività. Se davvero si vuole tagliare la spesa pubblica si prendano in esame i gangli vitali dello spreco: gli assurdi privilegi di cui, tuttora, godono i nostri politici, le Autorità di Garanzia (proliferate nel giro di pochi anni), gli enti inutili e quelli che inglobano funzioni di altri, costituendo dei veri e propri “doppioni”. In conclusione, le forbici servono. Ma non per depotenziare un Corpo che, in duecento anni di storia (il bicentenario ricorrerà il 5 giugno prossimo) ha rappresentato una garanzia costante di fedeltà alle istituzioni, efficienza, coraggio e solidarietà ed ha pagato un altissimo tributo di sangue (dall’uccisione del carabiniere Giovanni Boccaccio, passando per l’eroico sacrificio del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto e per quello dei martiri di Nassirya) al benessere e alla libertà della nostra cara Italia. Giù le mani dall’Arma dei Carabinieri!

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