gioco d'azzardo

Gioco d’azzardo, viaggio nel labirinto di normative tra Stato e Regioni

gioco d'azzardoPerché quella del gioco d’azzardo è un’attività che appartiene esclusivamente allo Stato? La ragione è semplice: le istituzioni hanno il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, contrastare il crimine organizzato, difendere il consumatore/utente dalla possibilità di subire frodi ma, soprattutto, quella di salvaguardare i minori e i soggetti deboli incanalandoli presso circuiti leciti, tutelati e rappresentati dalla legalità.

Proprio partendo da uno dei suoi principi cardini, quello di garante, lo Stato deve assumersi il compito ed il dovere di gestire il gioco d’azzardo in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, tutelando in questo modo non solo il cittadino, ma anche il concessionario tramite regole chiare e condivise poste a tutela degli investimenti e degli oneri richiesti per l’acquisizione delle concessioni.

Ma quando si tratta di legge in Italia si sa: ognuno dice la sua. E così, nel corso degli anni si è andati verso una continua proliferazione di nuove normative sul gioco sia a livello regionale che comunale. Chi più, chi meno, regioni e comuni hanno iniziato a crearsi autonomamente ” le regole” del gioco. Tante, troppe leggi diversificate per territorio e intensità che non hanno fatto altro che creare ancor più confusione, minando quel principio di unitarietà che lo Stato avrebbe dovuto garantire e penalizzando e limitando i diritti acquisiti prima della loro entrata in vigore dagli operatori della filiera del gioco legale, primi tra tutti i Concessionari dello Stato.

Per capire un po’ meglio lo scenario, basti pensare che, ad oggi, sono diciotto le Regioni che hanno approvato e pubblicato leggi differenti per imporre limiti all’esercizio dell’offerta di gioco legale sui territori di rispettiva competenza.

Prima tra tutte, ad esempio, la Regione Liguria che, a partire dal mese di aprile del 2012, è stata la prima ad aver introdotto norme regionali in materia di apertura ed esercizio delle sale da gioco.

Da qui, la necessità per gli operatori del settore di adattarsi costantemente a queste nuove regole con la conseguente necessità di modificare le loro linee di analisi e strategiche per adattarle ad un quadro legislativo diversificato a seconda del territorio in cui ci si trova ad operare.

Ma quali, nello specifico, sono i punti trattati all’interno del quadro normativo in materia di gioco d’azzardo? I più importanti sono quelli che introducono; a) i cosiddetti “luoghi sensibili”: si tratta ovviamente di luoghi con un altra percentuale di soggetti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età, luoghi come le scuole ad esempio; b) obblighi di informazione all’interno dei punti vendita; c) obblighi di formazione del personale impiegato all’interno dei punti vendita; d) comunicazione pubblicitaria di prodotto ed istituzionale; e) incentivi di diversa natura, anche fiscale, riconosciuti agli esercizi che optino per non installare apparecchi ex art. 110, comma 6, TULPS; e) limitazione del periodo di efficacia delle autorizzazioni rilasciata; f) sanzioni.

Tra i punti che per prima cosa devono essere chiariti parlando di quadro normativo è quello di dare una risposta unica e chiara al significato di “sala da gioco”. Ciascuna ragione infatti con questa parola intende qualcosa di differente.

…CONTINUA

Lascia un commento