“Genitore A” e “Genitore B”, a Venezia vogliono distruggere il concetto di famiglia

di | 5 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su “Genitore A” e “Genitore B”, a Venezia vogliono distruggere il concetto di famiglia

sacra famigliaNon piacciono alle Famiglie numerose le dichiarazioni del ministro Cécile Kyenge, favorevole alla proposta della neo-delegata ai diritti civili del comune di Venezia, Camilla Seibezzi, di utilizzare la terminologia “genitore a” e “genitore b” nei moduli di iscrizione scolastica, in luogo di “padre” e “madre”. “Mi sono sempre battuta per le pari opportunità – avrebbe detto Kyenge, reduce dall’ennesimo attacco in quel di Ostia – Se questa è una proposta che le rafforza, mi trova d’accordo”.

“Le dichiarazioni del Ministro ci sorprendono – commenta Giuseppe Butturini, presidente dell’Associazione nazionale famiglie numerose, che bolla come assurda la proposta dell’assessore comunale di Venezia- mi auguro che il primo cittadino Giorgio Orsoni intervenga a riportare un po’ di ragionevolezza”. “Se così non fosse – continua – già diverse famiglie sono pronte a recarsi agli uffici comunali per chiedere il diritto di qualificarsi come padre e mamma nel modulo di iscrizione. Impugnando al Tar l’eventuale diniego chiedendone la sospensiva e sollevando anche l’eccezione di illegittimità costituzionale per contrasto con gli articoli 3, 29, 30, 31 e 37 della Costituzione”.

La strategia seguita improvvidamente a Venezia è quella che ha portato in Francia al riconoscimento giuridico delle unioni formate da persone dello stesse sesso. Qui, infatti, per armonizzare le coppie vecchie e nuove, etero e omo, al posto di madre e padre vengono usate le espressioni “genitore 1” e “genitore 2”. Il tutto serve per nascondere il tentativo di attaccare il fondamento stesso della famiglia, società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Molto opportunamente padre Luigi Lorenzetti, teologo moralista, su Famiglia Cristiana ha evidenziato che “Non giova a nessuno – nemmeno ai gay e alle lesbiche – confondere realtà che sono oggettivamente diverse. Altra cosa è, invece, aggiornare il codice civile per riconoscere i diritti individuali dei conviventi, come garantire l’assistenza sanitaria in caso di malattia, la reversibilità della pensione, la successione nella locazione della casa”.

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