Gargano (Unaprol): senza l’Imu agricola ci saranno più investimenti delle imprese olivicole italiane

di | 30 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su Gargano (Unaprol): senza l’Imu agricola ci saranno più investimenti delle imprese olivicole italiane

Massimo-Gargano“L’abolizione dell’Imu agricola consentirà alle imprese olivicole italiane di reinvestire queste risorse nella prossima campagna olivicola”. Lo ha dichiarato al Festival delle Storie di Picinisco il presidente di Unaprol, Massimo Gargano, che aggiunge “bisogna anche scongiurare l’aumento dell’Iva perché avrebbe in ogni caso effetti derivato negativo sia sulle nostre esportazioni che sui consumi interni”.  Il tutto avviene alla vigilia di una campagna olivicola che si preannuncia di carica in tutto il mondo e che pertanto, di fronte ai nostri tradizionali concorrenti,  “dobbiamo avere più agilità di manovra sui mercati – ha continuato il presidente di Unaprol – coniugando l’opportunità della riduzione dei costi di produzione e di impresa senza rinunciare alle prerogative dell’alta qualità del vero prodotto italiano garantito da un programma di tracciabilità europea di Unaprol.
Sono 600, in base ai dati forniti dell’osservatorio economico del Consorzio Olivicolo Italiano, le filiere già tracciate da Unaprol con circa 7mila aziende in tutta Italia già pronte per il mercato. Sono in grado di soddisfare le esigenze di consumatori più esigenti ed evoluti sul piano della tracciabilità del prodotto con garanzie di origine certa ed alta qualità certificata. Nel 2012, attraverso il canale della Gdo, sono stati venduti in Italia più di 217 milioni di litri di olio per un valore  di 850milioni di euro. La categoria decisamente più venduta è l’extravergine che concentra il 72% del fatturato con 157 milioni di litri venduti. L’olio di oliva si assesta introno al 13% e l’olio con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota  del 12%.  Modeste le performance degli oli Dop-Igp e biologici.  Nell’ultima campagna nel Lazio sono state prodotte circa 22.000 tonnellate di olio di pressione pari al 5% del totale in Italia. Quattro le DOP presenti: Canino, Tuscia, Sabina e Colline Pontine.Il prodotto laziale, grazie alla sua riconosciuta qualità, riesce a posizionarsi su livelli di prezzo abbastanza alti e superiori alla media nazionale; con particolare riferimento alle quotazioni della Dop Sabina, le ultime rilevazioni indicano un livello di prezzo all’origine pari a circa 6,40 €/kg. Nella Grande distribuzione del Lazio, con riferimento al 2012, sono stati venduti  17 milioni di litri di olio, per un corrispondente valore di 61 milioni di euro. La categoria sicuramente più venduta è stata quella dell’extravergine con l’87%. A seguire il 100% italiano (9%); residuali le performance delle altre categorie.

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