Forze dell’ordine, il vice ministro all’Interno ipotizza un accorpamento

di | 19 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

carabinieriAccorpare le forze dell’ordine in una logica di spending review è anche “ipotizzabile”, sebbene al momento “mi sembra che la priorità riguardi l’ottimizzazione della presenza di Carabinieri e Polizia sul territorio e l’impiego dei reparti specializzati. Non possiamo continuare ad avere tiratori scelti, artificieri, cinofili, squadre nautiche di polizia e di carabinieri e poi della Guardia di finanza e poi della Guardia costiera… Tutto questo va semplificato per dare certezze e per garantire un impiego delle risorse umane e delle risorse strumentali più efficace”. Così Filippo Bubbico, vice ministro all’Interno, intervenuto questa mattina a Radio Anch’io, su Radio1 Rai, sul tema della spending review che potrebbe coinvolgere le forze dell’ordine in un quadro di accorpamenti o di condivisione di attività.

Bubbico ha ricordato che in Italia ci sono cinque forze di polizia: “due fondamentali con compiti di natura generale, e sono Polizia di Stato e Carabinieri, e quindi le altre che hanno una propria specificità, cioè Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato e Polizia penitenziaria”. Per il vice ministro la razionalizzazione deve avvenire “senza intaccare occupazione, retribuzioni e sicurezza. La riorganizzazione deve mirare a migliorare le condizioni di sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e mettere gli operatori di polizia in condizione di poter agire ricevendo le gratificazioni necessarie. Da anni i contratti di lavoro non sono aggiornati e spesso gli operatori delle forze di polizia non ricevono neanche il pagamento degli straordinari che sistematicamente vengono fatti e loro non si sono mai sottratti agli obblighi e alla necessità di garantire l’intervento”.

Bubbico ha aggiunto che la razionalizzazione “deve puntare a conseguire un risultato importante secondo i principi di ottimizzazione: migliorare il rendimento delle risorse pubbliche impiegate, rendimento misurabile in termini di qualità di lavoro. Non serve aprire un ufficio né è utile avere sullo stesso territorio Polizia e Carabinieri”. Ma tornando all’ipotesi accorpamento, il vice ministro dell’Interno ha sottolineato che “in prospettiva si può ragionare in termini di semplificazione”, ma al tempo stesso ha rilevato che “la storia ci induce ad essere molto cauti perché siamo di fronte a modalità operative che nell’uno e nell’altro caso hanno evidenziato specifici profili che concorrono entrambi alla sicurezza pubblica”.

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