Formazione professionale, Ciofs-Fp: serve un “patentino” per certificare le competenze

di | 12 settembre 2013 | lavoro | Commenti disabilitati su Formazione professionale, Ciofs-Fp: serve un “patentino” per certificare le competenze

formazione professionaleCertificare le competenze per accedere al mercato del lavoro italiano ed europeo, creando un “patentino” per i mestieri. Questo il tema che è stato al centro della giornata inaugurale alla XXV edizione del seminario “Europa” del Centro italiano opere femminili salesiane-formazione professionale (Ciofs-Fp) sulla certificazione delle competenze professionali.

La benemerita organizzazione, nel corso del 2012 ha dato vita a 738 attività di formazione, orientamento pari a 403.128 ore di attività svolte grazie a 1.694 professionisti in 13 regioni e 61 sedi operative.Sono stati fruitori del servizio 16.611 ragazzi, il 63% femmine e il 37% maschi, con un incremento del 29% rispetto al 2011. Il 78% degli allievi è di nazionalità italiana. Il 22% di nazionalità straniera proviene da 76 paesi diversi, in particolare da Romania (27%), Marocco (14%), Albania (8%), Moldavia (7%) e Perù (6%).

Ha aperto i lavori del seminario l’assessore all’Istruzione della Regione Liguria, Sergio Rossetti, secondo il quale “affrontare le grandi lacune della scuola e della formazione significa parlare di lavoro, cercare di colmare l’inadeguatezza nei confronti degli altri paesi europei”. Per Lauretta Valente, presidente del Ciofs-Fp, “è centrale arrivare a un sistema integrato della certificazione delle competenze di giovani e meno giovani, soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale come questo”. “Dentro e fuori il mercato del lavoro – ha detto – la valorizzazione delle competenze ha anche una funzione pedagogica non da poco. Quello a cui miriamo è creare una griglia di valutazione chiara, esaustiva e comparabile a livello nazionale ed europeo per dar vita a un ‘patentino’ che permetta ai giovani di certificare le abilità acquisite durante la formazione, negli stage e nella vita quotidiana per presentarsi sul mercato del lavoro”.

Michele Pellerey, docente emerito di didattica dell’Università Pontifica Salesiana, ha parlato di Europa: “La richiesta di certificazione ci arriva dall’Europa, ma anche l’obiettivo è l’Europa, perché la certificazione delle competenze favorisce la mobilità dei lavoratori nel mercato comune europeo. Molti paesi, Finlandia, Portogallo, Regno Unito, già lavorano in quest’ottica con risultati occupazionali positivi”.

Uno spaccato della situazione lo ha offerto in sintesi Giulio Salerno, docente di istituzioni di diritto pubblico: “Nei prossimi mesi si attendono le linee-guida che dovranno dare applicazione al decreto legislativo 13 del 2013 che ha stabilito i principi generali del sistema nazionale di certificazione delle competenze. Sarà importante seguire con attenzione questo processo di attuazione perché da esso deriveranno gli effettivi meccanismi del servizio di certificazione. Data la loro consolidata esperienza, gli enti della formazione professionale e le istituzioni formative possono dare un contributo importante in merito. E’ una sfida essenziale per creare un sistema nazionale davvero efficace e rispondente alle esigenze dei giovani e di ogni persona che si confronta oggi con il mercato del lavoro”.

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