Fondi Ue, scoperta truffa a Caserta. Indagato anche un sacerdote

fondi ueDove finiscono i fondi europei? Forse, sarebbe il caso di controllare meglio. Sono decine di milioni di euro i fondi che ogni anno vengono stanziati dall’Europa agli Stati membri per vari motivi, talvolta anche allo scopo di tutelare il paesaggio, ma che spesso, per via della mancanza di un autorità di controllo, finiscono nelle mani sbagliate.

Stavolta siamo a Caserta e tra i sette indagati per aver truccato un appalto da un milione mezzo di euro compare addirittura un sacerdote. Ormai si sa: in Italia, come si dice, il “più pulito ha la rogna”. Ma forse tutto il mondo è Paese.

Ora, tornando alla truffa in questione, la gara d’appalto in esame, del valore di circa 1,5 milioni di euro, riguarda la ristrutturazione della Fondazione San Giuseppe di Tuoro, di Caserta, mediante, appunto, utilizzo di finanziamenti europei tesi al recupero di zone del territorio italiano in difficoltà e finalizzati alla costruzione di un asilo. Purtroppo, come sempre più spesso accade, è stata affidata “all’italiana” ossia, con motivazioni esclusivamente amicali, a soggetti privi dei necessari requisiti ed in spregio delle fondamentali regole di mercato e di leale concorrenza.

Insomma, quei conterranei che non si smentiscono mai, ma che grazie alle autorità vengono il più delle volte “beccati”.

Le indagini, delegate alla Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta, hanno consentito di accertare innumerevoli collegamenti esistenti tra il presidente della Fondazione (un sacerdote), il consulente giuridico della Commissione aggiudicatrice (attualmente con carica di consigliere regionale) e due coniugi con funzioni di consiglieri della Fondazione (uno dei quali, poche settimane prima dell’indizione di gara ha abbandonato la carica di consigliere).

In particolare le indagini, hanno permesso di provare come il soggetto aggiudicatario di gara fosse il marito di uno dei consiglieri, amico di vecchia data del sacerdote-presidente nonché responsabile della campagna elettorale del consulente giuridico della Commissione di gara per le elezioni Regionali del 31 maggio 2015.
Inoltre è stato dimostrato come la ditta, scelta per la ristrutturazione della Fondazione, sia una ditta specializzata per l’installazione di soli pannelli fotovoltaici e non anche per la ristrutturazione di edifici.

L’attività investigativa, svolta mediante l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, pedinamento e controllo e l’escussione di molteplici persone informate sui fatti, ha consentito di documentare come gli indagati avessero artificiosamente creato tutti i presupposti tecnico-giuridici per la partecipazione e l’aggiudicazione della gara d’appalto, rendendo quindi la procedura ad evidenza pubblica una mera inutile formalità.

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