Fo contro il gioco d’azzardo: lo Stato non speculi su questa piaga

di | 14 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

Dario-FoContro il gioco d’azzardo scende in campo il premio Nobel, Dario Fo che ha inviato un messaggio ai responsabili della Campagna “Mettiamoci in gioco”.
“Oggi – recita il testo – stiamo assistendo ad un fenomeno a dir poco allarmante: il tragico problema del gioco d’azzardo in cui è lo Stato medesimo ad esercitare il ruolo di croupier anzi, di spietato biscazziere che approfittando della magia del gioco d’azzardo distrugge psiche e famiglie con ferocia inaudita”.
Fo parla di “truffa inflitta ai danni di tutti i cittadini – uomini donne e soprattutto giovani – e perpetrata gomito a gomito con le mafie che controllano le macchinette mangiasoldi evadendo con le loro concessionarie cifre da capogiro”.
Di qui l’ulteriore considerazione che si tratta di una “piaga” che “ha assunto dimensioni spaventose: slot machine e videopoker fanno capolino nei bar, vicino alle scuole e ultimamente perfino nei circoli Arci”.
I ludopatici, cioè coloro che si ritrovano con la vita distrutta dal gioco compulsivo, sono quasi tre milioni: “ammalati che lo Stato dovrebbe assistere anziché sfruttare fino all’ultimo soldo: si passerebbe così da uno Stato-biscazziere ad uno Stato finalmente responsabile ed animato da un’autentica coscienza civile”.
Il Premio Nobel si chiede “qual è il ruolo della politica in questa orrenda débâcle? Avete mai visto ultimamente dei Parlamentari protestare contro l’indegno salvataggio delle concessionarie che è costato alle casse dello stato più di 80 miliardi di euro? Franca durante la sua esperienza da Senatrice ha denunciato duramente il comportamento da cavalli con il paraocchi delle Istituzioni verso il problema del gioco. Ogni tentativo di bloccare il dilagare di questa catastrofe veniva immediatamente rimandato a seduta da destinarsi da parte di quelle che Franca ha definito “le solite talpe di regime”.
Lo Stato “deve ancora iniziare a valutare i costi sociali di questa epidemia senza sosta e finora senza antidoto”: “assistere ad uno Stato che specula su una simile tragedia – conclude – è a dir poco disgustoso”.

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