Finto sequestro, nei guai il Superiore dei Camilliani

di | 6 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

camillianoAvrebbero messo in scena un finto controllo di polizia per impedire a due religiosi di partecipare alla rielezione del superiore generale dell’Ordine di appartenenza. Non è accaduto nel Medio Evo, ma ai giorni nostri. Se l’accusa si dimostrasse vera nelle sedi deputate sarebbe veramente grave. Ad ogni modo i finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone, tra cui il superiore generale dell’Ordine religioso dei Camilliani, Padre Salvatore Renato (nella foto), per il reato di concorso in sequestro di persona.Le indagini, condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno consentito di accertare come il gruppo avesse organizzato ed eseguito una finta audizione nei confronti di due chierici, connessa a fantomatiche indagini, in tal modo impedendo agli stessi di partecipare alle votazioni per l’elezione del Superiore Generale presso l’Ordine dei Ministri degli Infermi, più noti come religiosi Camilliani, svoltesi presso la Casa del Divin Maestro ad Ariccia il 13 maggio scorso. Elezioni che si concludevano con l’elezione a Superiore Generale di Padre Salvatore Renato. Al centro dell’illecita macchinazione, secondo gli investigatori, ci sarebbe stato un commercialista. I finanzieri avrebbero ricostruito come, grazie allo stratagemma delle ”finte audizioni” – organizzato dal professionista – Padre Salvatore Renato fosse riuscito ad impedire ai due prelati “sequestrati” di partecipare alle elezioni, guadagnando quei soli due voti necessari ad imporsi sul diretto antagonista. In questo modo, sempre secondo l’accusa, il commercialista vedeva rafforzato il rapporto privilegiato con Padre Salvatore e, di conseguenza, il proprio potere nella gestione dei vari nosocomi dallo stesso Ordine diretti tra cui, in particolare, quello di Casoria, nel napoletano. Oltre agli arresti le Fiamme Gialle hanno eseguito anche numerose perquisizioni. P. Salvatore si impose al secondo turno di votazione, assicurandosi la continuità come Superiore generale per il sessennio 2013 – 2019. L’auspicio – fermo restando il principio della non colpevolezza fino a sentenza passata in giudicato – è che il religioso possa riuscire a dimostrare la proprie estraneità agli addebiti che gli vengono mossi.

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