Fattori (M5S): Approvata risoluzione per difendere gli agricoltori italiani in Europa

di | 10 ottobre 2013 | agricoltura | Commenti disabilitati su Fattori (M5S): Approvata risoluzione per difendere gli agricoltori italiani in Europa

Elena fattoriApprovata, in Commissione Agricoltura una risoluzione presentata dalla senatrice Elena Fattori (nella foto) che obbliga il Governo a portare e difendere in Europa le specificità locali non solo in riferimento alle sementi destinate ai “mercati di nicchia” sottratti agli iter di registrazione, ma anche alle varietà tipiche diffuse su ampia scala, che rappresentano una ricchezza della biodiversità agricola italiana. Lo rende noto l’ufficio stampa della parlamentare del Movimento 5 Stelle.

“Libertà di circolazione delle sementi, eliminazione degli OGM, accesso al cibo – si legge in un comunicato – sono gli elementi per la libertà alimentare e la salvaguardia della biodiversità. In questo l’Italia è assente dove si prendono le decisioni: la Comunità Europea. Il risultato è una proposta di Regolamento europeo, immediatamente recepita dagli Stati membri, che accorpa dodici direttive per dare potere alle multinazionali, castrando le sementi tradizionali e il commercio territoriale informale tra piccoli agricoltori. L’obbligo di iscrizione delle sementi commerciali, anche tradizionali, vuol dire che solo chi può permettersi le relazioni scientifiche e gli alti costi di iscrizione ha voce in capitolo nel mercato”.

Da luglio la senatrice Fattori sta lavorando a questa proposta di regolamento e ad altre relative all’agricoltura, insieme ad esperti agronomi di tutta Italia che prestano gratuitamente il proprio apporto per poter evitare una danno così grande per i concetti di filiera corta e made in Italy. Nel documento, sottoscritto all’unanimità, “si invitano pertanto le sedi europee competenti a porre attenzione alle specificità delle colture italiane, costituite da prodotti tipici e specialità agricole territoriali a tutela, da un lato, delle piccole e medie imprese produttrici e, dall’altro, dell’agrodiversità tutelando i diritti degli agricoltori”.

La diretta interessata parla di “risultato storico”, in quanto “per la prima volta si parla in sede istituzionale di difesa della libertà alimentare”. “Ora – conclude – è compito del Governo recepire questo mandato dal Parlamento e fare in modo che vengano prima gli interessi del Paese e della collettività e non quelli delle multinazionali. Non si può acconsentire al controllo della catena alimentare, vorrebbe dire un sostanziale controllo sul genere umano. Questo è solo il primo passo cui seguiranno le battaglie in tema di pesticidi e tutela delle biodiversità”.

 

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