Farmaci, Antitrust avvia istruttoria contro Novartis e Italfarmaco

di | 7 febbraio 2014 | salute | 0 commenti

farmaciAziende farmaceutiche nei guai per concorrenza sleale in gare pubbliche. “Se condannate – attacca il Codacons” – paghino i danni agli enti pubblici”.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle società Novartis Farma e Italfarmaco per verificare l’esistenza di una possibile intesa restrittiva della concorrenza realizzata in occasione delle gare bandite da tre Regioni italiane per la fornitura di un farmaco per la cura di sindromi associate ad alcune tipologie di tumori.
Il procedimento, notificato oggi alle parti nel corso di alcune ispezioni, condotte in collaborazione con il gruppo Antitrust del nucleo speciale Tutela mercati della Guardia di finanza, è stato avviato alla luce di una segnalazione dell’Agenzia regionale centrale acquisti della Regione Lombardia, competente a bandire gare d’appalto per l’acquisto aggregato dei farmaci destinati alle aziende sanitarie locali. La segnalazione riguarda l’esito delle gare bandite nel periodo 2010-2013, con particolare riferimento ai lotti relativi al principio attivo denominato octreotide acetato nei dosaggi 10, 20 e 30 milligrammi.
Ebbene, gli uffici hanno analizzato le gare bandite, nello stesso arco temporale, anche dalle stazioni appaltanti attive nelle regioni Emilia Romagna e Veneto. Gli elementi a disposizione potrebbero fare supporre una possibile intesa illecita tra le due imprese alla luce della mancata partecipazione alle gare in via autonoma, nonché per successivi tentativi di partecipazione alle stesse gare in raggruppamento temporaneo d’impresa e per l’offerta di prezzi esattamente uguali.
Si tratta di comportamenti che potrebbero costituire elementi di un’unica strategia collusiva tra le due imprese, si legge ancora nella nota dell’Antitrust, tesa ad evitare il confronto competitivo per la fornitura di octreotide nei dosaggi richiamati agli enti sanitari, con l’obiettivo di massimizzare i relativi profitti, sulla base di una ripartizione del mercato concordata a partire dalle rispettive quote storiche di mercato. La ripartizione dell’offerta, se verificata, potrebbe avere avuto conseguenze negative sulla spesa per farmaci sostenuta dai diversi sistemi sanitari regionali. Il procedimento deve concludersi entro il 30 giugno 2015.
“In caso di condanna, il ministero della Salute e le regioni coinvolte dovranno chiedere i danni alle due industrie, visto che un’eventuale intesa illecita, riducendo la concorrenza, non puo’ non aver prodotto effetti negativi sulla spesa per farmaci sostenuta dal sistema sanitario e pagato, in ultima analisi, dai contribuenti italiani”. Lo afferma il Codacons, che aggiunge: “Se così non fosse, sarebbe il Codacons stesso a intervenire a tutela degli utenti”.

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