Facilitare l’accesso al credito alle donne imprenditrici

di | 29 novembre 2013 | economia | 0 commenti

donne imprenditriciSi deve dare credito alle donne imprenditrici, letteralmente. “L’imprenditoria femminile dà un contributo rilevante al sistema Paese, e non solo dal punto di vista quantitativo ma anche dal punto di vista di idee e innovazione”. Così Dora Iacobelli, vicepresidente Legacoop e presidente della commissione Pari Opportunità Legacoop, aprendo un seminario sull’accesso al credito delle imprese femminili, organizzato da Alleanza delle Cooperative Italiane. Per non disperdere queste energie servono, come ha spiegato Iacobelli, “sevizi e strumenti a supporto dell’imprenditoria femminile. Si deve avviare un confronto su soluzioni nuove e agevolate per l’accesso al credito delle imprese femminili, e, tra queste, delle cooperative, a partire dall’operatività della neo costituita Sezione speciale per le imprese femminili del Fondo nazionale di garanzia per le Pmi”. Se si guarda ai numeri le imprese in rosa non solo crescono nel nostro Paese ma danno un contributo importante: a fine settembre le imprese femminili, secondo i dati di Unioniocamere, sono più di un milione, 23,6% del totale, la maggior parte distribuite al Sud e nelle isole, 26%, con un 22% al Centro Nord. I settori in cui le imprese femminili operano sono soprattutto quelli dei servizi, dalla ristorazione agli alloggi, attività assicurative e servizi in generali, mentre quelli che soffrono di più sono l’agricoltura e il manifatturiero.
Punto dolente dell’imprenditoria femminile riguarda l’accesso al credito, i risultati di diverse indagini, Banca d’Italia e alcune organizzazioni delle Pmi, sottolineano le difficoltà delle imprese femminili ad essere finanziate, pur dimostrando livelli di affidabilitàà nei rientri superiori a quelli di analoghe imprese a conduzione maschile. “Per stabilire i rimedi e le soluzioni bisogna prima partire dalle cause di questa difficoltà – ha spiegato Maria Cecilia Guerra, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità – la conoscenza del fenomeno e’ scarsa i dati che abbiamo sono molto eterogenei. È evidente che vengono fatte delle discriminazioni, e esiste il problema di un minor accesso al credito da parte delle imprese al femminile”. Il viceministro ha ricordato che parte tutto “da una situazione di scoraggiamento, le imprese al femminile sanno gia’ che troveranno difficoltà, anche per questo occorre puntare sull’informazione, fornendo indicazioni sulle opportunità esistenti, e sulla formazione nel settore dell’educazione finanziaria”.

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